Il conto corrente è il prodotto finanziario più usato dagli italiani. Più dell'80% (fonte: Il Sole 24 Ore ) delle famiglie ne possiede uno, tuttavia i costi che il correntista deve sostenere per un conto corrente sono tra i più alti in Europa tanto che, in media, ogni anno vengono spesi 114 euro tra servizi e spese di commissione.

Abi e le associazioni dei consumatori sono anni che si battono per abbassare i costi vivi del conto corrente e il 2010 sembra l'anno giusto per vedere i risultati di tante battaglie. La Banca d'Italia ha emanato nel 2009 la nuova disciplina in materia di trasparenza e correttezza e il primo marzo, ha pubblicato il provvedimento che stabilisce, dopo molte ricerche, quali sono i profili tipo dei correntisti.

Le tipologie di conto corrente si dividono così in base alle operazioni effettuate dal correntista, al numero dei movimenti, al tipo di carte richieste e in base alla possibilità di usufruire di servizi aggiuntivi come gli investimenti. Tale divisione è stata fatta per poter calcolare l'Indicatore Sintetico di Costo(Isc) , ovvero quanto costerà il conto corrente alla famiglia media.

A partire dal 26 maggio l'Isc diventerà obbligatorio per tutti gli istituti di credito. In concreto, dunque, tutte le banche dovranno indicare l'Isc del conto corrente nel foglio informativo disponibile nelle filiali. Queste novità permetteranno anche al correntista di essere in grado di comparare tra i diversi tipi di conto corrente offerti dal mercato bancario tradizionale e non. Per questo vi suggeriamo il servizio di comparazione offerto da supermoney.eu.

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