A pochi mesi della normativa di eliminazione della commissione di massimo scoperto, il Presidente dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, Antonio Catricalà, ha annunciato la volontà di fissare un tetto massimo
sui costi delle commissioni a carico dei titolari di conti correnti che vanno in rosso, attualmente ritenuti penalizzanti per gli scoperti di conto corrente bancario di media-lunga durata, e peggiorativi per gli scoperti di breve durata.

Con l'eliminazione della commissioni di massimo scoperto non viene applicata alcuna commissione se il cliente incorre in situazione di debito in maniera continuativa per meno di 30 giorni, oppure se lo scoperto sul conto corrente avviene in assenza di fido. In questi due casi, le banche dovrebbero applicare solamente gli interessi.

Il 10% dei correntisti italiani si ritrova a dover gestire delle situazioni di saldi negativi alla fine del trimestre; proprio per loro il presidente dell'Antitrust vorrebbe garantire uno sconfinamento nei conti correnti non affidati inferiore o pari a quello stabilito per i conti affidati, ossia dello 0,5% a trimestre. Per gli scoperti occasionali si vorrebbe vietare qualsiasi commissione, recuperando i costi sostenuti dalla banca con la sola fissazione di un tasso debitore. In vista di ciò, i primari istituti di credito hanno deciso di non applicare alcuna commissione per gli sconfinamenti al di sotto di € 100 quotidiani.

Le banche, infine, secondo Catricalà, dovrebbero informare i proprio clienti della situazione di debito in cui versano in modo tempestivo, prima di arrivare ad una determinata soglia di criticità.

Per conoscere quali sono i conti correnti più convenienti, consigliamo di effettuare un confronto tra le varie proproste degli istituti di credito.

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