Qualche mese fa la Banca d'Italia in collaborazione con Abi ha proposto a tutti gl i istituti di credito di offrire ai propri clienti un conto corrente più semplice da fruire e con costi meno elevati. Le stime sottolineavano come, mediamente, il costo di un conto corrente fosse arrivato a più di 200 euro all'anno. Per questo è arrivato il conto corrente semplice.

Questo tipo di prodotto è stato pensato per la fruizione dei servizi bancari di base stabiliti e uguali per tutte le banche che decidono di aderire all'iniziativa. L'unica variabile a discrezione della banca è il canone mensile che il cliente deve corrispondere per la gestione del conto corrente. Una proposta, quella della Banca d'Italia, che aveva lo scopo di ridurre i prezzi di gestione dei conti correnti e di permettere ai clienti di confrontare in modo agevole tutte le proposte presenti sul mercato bancario.

Alla luce dei cambiamenti o meno avvenuti, vorremmo fare una considerazione su questo tipo di prodotto. Innanzitutto le banche non sono costrette a offrire ai propri clienti il conto corrente semplice per questo moltissimi istituti di credito non lo hanno inserito all'interno della gamma dei loro prodotti. Una ricerca fatta da Altroconsumo sottolinea come ad oggi aprire un conto corrente semplice non risulti più conveniente rispetto ad altri conti.

Il problema deriva dal fatto che il conto corrente semplice offre funzionalità di base che risultano sufficienti e adeguate per una percentuale esigua di persone; non prevedono deposito titoli, libretto degli assegni e in più il cliente è obbligato a pagare l'imposta di bollo che si attesta tra i 70 e i 94 euro. Il conto corrente semplice è una bella iniziativa e tutti gli istituti di credito dovrebbero offrirlo nel proprio pacchetto di prodotti per la clientela familiare, solo con la concorrenza un prodotto può diventare competitivo e di successo.

La riproduzione di questo contenuto è autorizzata esclusivamente includendo il riferimento alla fonte e l'attivazione di un link di riferimento.