L'Adusbef la scorsa settimana ha ribadito quello che già sappiamo perché frutto di una serie di studi e ricerche: l'Italia è il Paese dell'UE dove il conto corrente bancario è più caro. Ma come è possibile evitare di sborsare troppi soldi per questo servizio certamente utile ma assai dispendioso? In realtà molto è stato fatto dal sistema bancario e dalla stessa Banca d'Italia per tagliare l'elevato costo dei conti correnti, ma qualcosa può fare anche il consumatore. Esistono varie tipologie di conti, da quelli base a quelli a pacchetto fino a quelli online e tutto sta nel cercare di trovare la soluzione più adatta alle proprie esigenze.


La prima cosa che bisogna guardare quando si sceglie un conto è controllare l'Isc, l'Indicatore sintetico di costo, che riunisce tutte le voci di spesa che gravano su uno specifico conto corrente. Se si sceglie un conto online, che in genere garantisce un maggior risparmio, l'Isc è il più delle volte pari a zero per qualsiasi profilo di risparmiatore. Utilizzare il conto attraverso Internet comporta sì costi minori per il cliente, ma richiede anche più attenzioni per poter operare con la massima sicurezza senza subire frodi, è quindi importante chiedere alla banca quali cautele adottare.


Inoltre utilizzare il Bancomat come strumento di pagamento dei propri acquisti non comporta spese per il cliente, invece i prelievi di contante allo sportello automatico (ATM) possono produrre spese e/o commissioni, soprattutto se effettuati presso una banca diversa da quella che ha emesso la carta. Più sono le persone che utilizzano il conto, più saranno le operazioni che probabilmente verranno effettuate, ma con il crescere del numero di operazioni aumentano anche i costi variabili, se il contratto li prevede. Infine, a coloro che desiderano cambiare banca perché attratti dalle condizioni migliori di un altro istituto va ricordato che la chiusura definitiva del conto non comporta né spese né penali.

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