Lievitano i costi dei conti correnti, che dal 2006 ad oggi hanno subito un aumento medio annuo del 5%: la denuncia è arrivata dal presidente dell'Antitrust Antonio Catricalà nel corso dell'audizione presso la Commissione straordinaria per la verifica dell'andamento dei prezzi che si è tenuta a febbraio in Senato. Immediata la risposta delle banche: i rincari nel periodo 2006-2010 - ha ribattuto l'Associazione Bancaria Italiana - sono stati inferiori all'inflazione.

Stando a quanto dichiarato dal Garante, l'aumento dei prezzi dei servizi bancari in questi anni ha riguardato soprattutto i giovani e le famiglie, per i quali il costo medio di tenuta del conto corrente sarebbe oggi rispettivamente 100 e 155 euro. In questo settore esistono "ampi spazi di riduzione dei costi", ha spiegato Catricalà, che ritiene inaccettabile che le iniziative di riduzione dei costi intraprese da Banca d'Italia e da altri istituti "si siano risolte unicamente in incrementi di profitto per le banche", senza benefici per la clientela.

L'Abi ha contestato l'authority snocciolando numeri di tutt'altra natura: il costo dei servizi finanziari è cresciuto solo dell'1% - sostengono le banche - restando di gran lunga al di sotto del tasso annuo d'inflazione pari all'1,9%. Proprio le famiglie e i giovani, le categorie che l'Antitrust considera più penalizzate dai rincari, stando ai dati Abi hanno visto ridursi i costi rispettivamente del 30% e del 25%.

Polemiche a parte, ciò che importa per il consumatore è ottenere il maggior risparmio possibile: un aiuto in questa direzione può arrivare da servizi online come Supermoney, il portale di confronto dei conti correnti e delle tariffe, che permette di valutare le offerte di molte banche e di scegliere quelle più adatte al proprio profilo.

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