Il 7 aprile la Bce ha annunciato il tanto atteso aumento dei tassi, che sono passati dall'1 all'1,25% dopo quasi due anni di stabilità (l'ultimo rialzo risaliva al luglio 2008): una notizia che sicuramente influenzerà nei prossimi mesi le decisioni dei risparmiatori italiani.

Il presidente della Banca europea, Jean-Claude Trichet, ha spiegato che si tratta di un provvedimento necessario per tenere sotto controllo l'inflazione e non ha escluso ulteriori rincari entro la fine dell'anno: gli esperti prevedono che, per l'inizio del 2012, il tasso potrebbe raggiungere il 2%.

Questi rialzi hanno suscitato le preoccupazioni dei titolari di mutui a tasso variabile, che rischiano di dover far fronte ad un aumento della rata: il Codacons ha stimato questo aggravio in 240 euro annui di media e la Cgia di Mestre in 132,7 euro, una cifra comunque impegnativa per una famiglia tipo.

C'è però anche un'altro lato della medaglia: la crescita dei tassi potrebbe infatti rappresentare un'ottima opportunità per chi vuole investire in un conto desposito. Le banche stanno già rivedendo al rialzo la remunerazione degli interessi per adeguarsi al nuovo tasso, e i risparmiatori italiani potranno presto ottenere rendite maggiori sulle somme depositate.

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