La Commissione UE ha emesso una raccomandazione in cui si fa promotrice dell'inclusione finanziaria e sociale dei consumatori all'interno del Mercato Unico : gli Stati Membri devono garantire agli utenti l'accesso ai conti correnti, a fronte di una spesa ragionevole, indipendentemente dal paese di residenza o dalla situazione finanziaria.

Nell'Unione Europea circa 30 milioni di cittadini maggiorenni non hanno un conto corrente.Tra questi, 6/7 milioni non dispongono di un conto corrente perché gli è stata negata l'apertura per problemi legali oppure perché non soddisfavano alcuni requisiti, come la residenza, prova di un guadagno, storia creditizia e valutazione di rischio. Altri ancora, per lavoro o altri motivi, viaggiano frequentemente e risiedono in paesi diversi per periodi temporanei, incorrendo in problemi di apertura e gestione di un conto corrente, che rendono difficile la gestione quotidiana di alcune operazioni (pagamento delle bollette, accredito dello stipendio, acquisto di beni e servizi).

"L'accesso a un conto corrente di base è indispensabile al fine di poter semplificare la vita economica e sociale di una società moderna, in cui l'uso di denaro contante è in netta diminuzione. È importante porre fine alle pratiche che precludono ai cittadini l'accesso a un servizio di base così fondamentale. In questo modo si consentirà loro di partecipare appieno alla vita sociale, beneficiando dei vantaggi offerti dal Mercato unico", ha dichiarato il commissario per il Mercato interno e i servizi, Michel Barnier.

La raccomandazione in merito ai conti correnti non è, però, vincolante: la Commissione, contrariamente alle aspettative dei rappresentanti dei consumatori, ha scelto un testo che non sancisse misure obbligatorie per tutti i Paesi Ue. In accordo con quanto affermato da Monique Goyens, Direttrice dell'European Consumers' Organisation, "la Commissione ha mancato un'ottima opportunità per incidere realmente nella vita dei cittadini europei. Ritirare la preannunciata legislazione vincolante è una brutta notizia per milioni di europei che vogliono aprire un conto corrente. Si tratta di un diritto inviolabile e nessuna banca dovrebbe essere autorizzata ad impedire l'apertura di un conto corrente per qualsivoglia motivo".

La raccomandazione UE è stata bollata come "strana" e "inutile" da parte dell'Associazione Aduc visto che i costi annuali di un conto corrente non sono certamente legati alla sua apertura o al suo mantenimento, quanto piuttosto da tutta una serie di piccole tasse che, a detta dell'Aduc, se non vengono contestate una per volta finiscono per essere addebitate all'utente. A gravare ulteriormente sui conti correnti ci sarebbero alcuni servizi associati agli stessi, a partire dai costi addebitati dagli istituti bancari ai bonifici extra Ue. Oltre che poco opportuna, secondo l'Aduc, la raccomandazione in materia di conti correnti sarebbe assolutamente insufficiente negli effetti: per quanto riguarda i conti correnti non basta secondo l'associazione consumatori raccomandare, ma serve disporre in maniera specifica, al fine di migliorare la situazione in cui versanoi cittadini europei.

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