L'Italia sta affrontando uno dei momenti economicamente più critici dal dopoguerra: il risparmiatore è diventato prudente e, tra conti deposito, titoli di stato, obbligazioni corporate e certificati a tasso fisso, cerca la soluzione migliore per proteggere i propri risparmi. La situazione è stata fotografata dall'ultimo studio dell'Osservatorio del portale SuperMoney, che rivela come i conti deposito siano diventati il nuovo "prodotto rifugio" dei risparmiatori italiani. Dapprima, il conto deposito si è affermato al Nord tra i redditi a fascia alta, ma da alcuni mesi si sta diffondendo anche al Centro - Sud (con più della metà delle nuove richieste di apertura) e tra i redditi meno elevati.

Le famiglie italiane, complice l'incertezza sui mercati finanziari e la scarsa fiducia nelle banche, hanno diminuito la durata del vincolo della somma depositata - scesa sotto i dodici mesi (uno su cinque opta per 6 mesi di vincolo) - e l'investimento iniziale - che, nel 75% dei casi, non supera gli 8.500 euro. Tuttavia, rimane forte il segmento tipico che deposita fin dal primo versamento almeno 20.000 Euro.

Un'esplosione mass market, quella dei conti deposito, sottolineata anche da Andrea Manfredi -Amministratore Delegato di SuperMoney: "I dati sono in realtà in linea con un processo ormai consolidato, il conto deposito è diventato un vero prodotto retail per chi vuole far fruttare piccole somme, sentendosi libero di cambiare destinazione al proprio denaro in modo flessibile. E nelle ultime settimane sono tornati sulla scena anche i clienti con maggiori disponibilità che parcheggiano la liquidità sui conti deposito in attesa di capire che direzione prenderanno i mercati finanziari e i tassi di rendimento".

L'analisi dell'Osservatorio SuperMoney ha, inoltre, registrato che nell'80% dei casi, la richiesta di apertura di un conto deposito proviene da persone con contratti a tempo indeterminato (62%) e da lavoratori autonomi (18%). La maggioranza di coloro che vogliono aprire un conto deposito ha, quindi, una posizione lavorativa stabile e un reddito mensile certo. I lavoratori con contratto a tempo determinato sono invece il 10% mentre seguono i pensionati con il 5%, le casalinghe e i disoccupati con il 4% e gli studenti con l'1%.

L'importo medio investito in un conto deposito è anche legato al tipo di professione, i Dirigenti sono quelli che hanno fatto la dichirazione di investimento più elevata, con una media di 25.000 euro (questo è dovuto anche alla buona cultura economico-finanziaria che hanno e che consente loro di essere più sicuri nell'effettuare un investimento iniziale più alto). La vera sorpresa sono però i pensionati 'internet oriented', che investono in media 13.000 euro nei conti deposito: grazie al tempo a loro disposizione infatti possono informarsi meglio sulle offerte più vantaggiose.

La diffusione del conto deposito, con i titoli di Stato italiani che rischiano di diventare carta straccia, e le banche italiane che hanno fame di liquidità e di raccogliere fondi, è destinata a crescere ulteriormente già da Settembre. Gli istituti di credito tendereanno a migliorare l'offerta sui conti deposito, alzando i tassi proposti ai nuovi clienti e vivacizzando ancora di più il mercato. "I conti deposito stanno certamente vivendo un momento di grande diffusione - conclude Andrea Manfredi -. Fino a pochi mesi fa, gli unici prodotti realmente confrontati on line erano mutui, prestiti ed assicurazioni auto, ma nel corso degli ultimi mesi la situazione è cambiata molto e tantissime persone ci chiamano per avere chiarimenti e informazioni sui conti deposito".

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