Il conto corrente è un prodotto sicuro: nemmeno la crisi lo mette in pericolo. C'è chi, come la maggior parte dei giovani, preferisce conti correnti on line , e chi, ormai fidelizzato, non abbandona quello tradizionale. Il conto corrente, prodotto base di ogni istituto di risparmio, è semplice da gestire e, in accordo con l'indagine annuale sui conti correnti effettuata da Banca d'Italia, la situazione sarebbe migliorata: nel 2011 i prezzi sono più bassi rispetto alle precedenti analisi.

Lo studio ha preso in considerazione 636 sportelli: il costo medio per gestire un conto corrente è diminuito per il secondo anno consecutivo, attestandosi a 110,2 euro. Il calo è legato anche alla diminuzione complessiva delle operazioni dei clienti. La flessione sulle spese di mantenimento del conto corrente si sarebbe verificata ugualmente anche se il numero medio di operazioni fosse rimasto invariato nel campione per il 2010. In quel caso, afferma Bankitalia, il costo medio sarebbe stato pari a 111,1 euro in confronto ai 113,6 nel 2009 e ai 114,3 nel 2008.

Nel conteggio sono stati calcolati gli oneri fissi (diminuiti), che rappresentano circa il 59% del costo totale del conto corrente, le spese variabili (25%) e le commissioni sugli utilizzi a debito (17%). Per quanto riguarda il canone base è stato segnalato un aumento di spese pari al +4,4% su base annuale; del +13,5% per il canone bancomat; si abbassano del -58,3% i costi per le comunicazioni, per l'invio dell'estratto conto (-22,7%) e altre spese (-22,2%). Rimane stabile la voce per il canone della carta di credito.

Inoltre, i conti correnti più recenti, quelli aperti da meno di due anni, sarebbero più convenienti rispetto a quelli in essere da dieci anni e che, dunque, non hanno usufruito delle ultime offerte proposte dagli istituti di credito. Per scegliere il conto corrente migliore e iniziare a risparmiare, l'utente può avvalersi di SuperMoney, il portale che offre un servizio di confronto conti correnti.

Tra i conti correnti più convenienti attualmente sul mercato figurano Conto Webank, per cui si paga soltanto l'imposta di bollo di 34 euro, Conto Fineco, che offre un tasso di interesse attivo dell'1,10% (Euribor un mese meno spread dello 0,25%); conto arancio di ING Direct (l'imposta di bollo è a carico dalla banca per chi accredita lo stipendio sul conto o ha un saldo medio di almeno 3 mila euro), Conto CheBanca e molti altri.