Correntisti di vecchia data, attenzione: i conti correnti nuovi costano meno rispetto a quelli vecchi. La comunicazione, che arriva dalla Banca d'Italia, è forte e chiara: il conto corrente con 10 anni di anzianità costa molto di più rispetto ad un conto corrente neonato.

Per questo motivo è bene che il consumatore non si fossilizzi su prodotti "vecchi" e consolidati, ma ricerchi, invece, soluzioni sempre nuove per custodire e far crescere i propri risparmi. Chi decide di intraprendere la strada del cambiamento, ha davanti due possibilità: può indirizzarsi verso un altro istituto di credito, oppure ha la possibilità di rinegoziare le condizioni del proprio conto corrente con la banca presso cui è già correntista.

Il risparmio dovrebbe ammontare a circa 43 euro, e il merito sarebbe da ricondurre all'introduzione di nuovi prodotti bancari che, forti di condizioni economiche molto vantaggiose, hanno scavalcato le offerte più vecchie. In accordo con i dati elaborati da Banca d'Italia, un conto corrente aperto nel 2000, al momento, costa mediamente 122 euro, mentre l'apertura di uno nuovo è pari a 79 euro: la fidelizzazione non ripaga il cliente, e il risparmio, soprattuto in tempo di crisi, potrebbe rappresentare una spinta per cambiare istituto di credito.

Chi opta per quest'ultima soluzione si trova davanti ad una miriade di soluzioni con caratteristiche che ben si adattano a diversi profili ed esigenze. Alcuni dei conti correnti più convenienti al momento presenti sul mercato sono Conto Fineco (con tasso di interesse attivo pari al 75% del valore dell'Euribor 1 mese), che offre tutti i servizi bancari e di investimento, e una grande facilità di gestione on line; conto corrente arancio, prodotto di Ing Direct, nato nel 2008; Conto Webank, destinato ai profili giovani, a famiglie con operatività bassa, media o elevata, e ai pensionati. Le proposte sono davvero numerose, e il cliente, per orientarsi nella scelta, può avvalersi di SuperMoney, il portale che offre un valido servizio di confronto conti correnti.