Il conto deposito, soprattutto negli ultimi mesi, è stato uno degli strumenti preferiti dai risparmiatori italiani, che l'hanno scelto per salvaguardare il proprio denaro. Sarà ancora così dopo la decisione presa ieri da Mario Draghi, neo presidente Bce, di ridurre di un quarto di punto i tassi di riferimento, portando quello principale all'1,25%? Chi ha un conto corrente o un conto deposito, con tutta probabilità, si vedrà ridurre gli interessi attivi sui propri risparmi.

Le ipotesi in queste ore si moltiplicano, ma le certezze sono ancora poche, e solo nelle prossime settimane sarà possibile capire con maggiore chiarezza quale politica le banche decideranno di applicare sui conti deposito. Nella pratica non ci sono legami diretti fra il tasso Bce e i tassi proposti dai conti deposito. Questi strumenti di risparmio, però, generalmente, seguono il mercato, e la competizione tra banche solitamente detta i trend dominanti.

In passato, la situazione, anche se in maniera inversa, si era già presentata: l'ex presidente della Banca centrale europea, Jean Claude trichet, aveva ritoccato all'insù i tassi e gli istituti bancari avevano rivisto le offerte di conti deposito, adeguandole alle nuove disposizioni della Bce e aumentando quindi i tassi (e di conseguenza i rendimenti) dei depositi. Le banche si adegueranno nuovamente ai cambiamenti imposti da Mario Draghi?

Per monitorare i rendimenti e le offerte più convenienti attualmente presenti sul mercato, è possibile consultare SuperMoney, il portale che offre un servizio di confronto di conti on line: al momento i conti deposito vincolati a 12 mesi presentano caratteristiche vantaggiose con un rendimento che supera il 4% lordo.

Alcune delle proposte confrontate sono YouBanking, la nuova offerta che nasce da Banco Popolare, conto arancio, il conto deposito non vincolato di ING Direct con cui è possibile far fruttare la propria liquidità, e Conto Deposito CheBanca!, prodotto che custodisce le somme del cliente per 3, 6 o 12 mesi.