I tumulti economici degli ultimi mesi hanno spinto i risparmiatori a mettere al sicuro il proprio gruzzolo: conti correnti e conti deposito sembrano essere i prodotti finanziari prediletti dagli italiani. I conti correnti non subiranno il prelievo forzoso paventato in un primo momento (da Silvio Berlusconi) tra i provvedimenti inclusi nella Legge di Stabilità, lo ha reso noto in questi giorni Paolo Romani, il Ministro dello Sviluppo Economico.

I conti deposito, invece, rappresentano un prodotto di investimento privo di rischi, che garantisce rendimenti soddisfacenti. L'affanno del risparmio, però, non è accompagnato da un'adeguata informazione: qualora la banca dovesse fallire, che fine fanno i risparmi? Si dissolvono nel nulla?

Neanche un italiano su tre è a conoscenza dell'assicurazione sui depositi bancari, e quattro persone su dieci sono convinte che la prima conseguenza del fallimento dell'istituto di credito sia la perdita dei soldi. Questi dati sono stati evidenziati da uno studio pubblicato dalla Banca d'Italia: solamente il 7% dei clienti è a conoscenza del fatto che esista un tetto di deposito assicurato del valore di 100 mila euro (gli uomini sono più informati delle donne).

Il FITD, Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, è un consorzio obbligatorio di diritto privato, riconosciuto dalla Banca d'Italia, la cui attività è disciplinata dallo Statuto e dal Regolamento. Se la banca dovesse fallire, i conti correnti e i conti deposito attivi in quell'istituto sarebbero assicurati dal Fondo, che tutela ogni singolo depositante sino a 100 mila euro, con un termine di rimborso di 20 giorni lavorativi, prorogabili dalla banca d'Italia in circostanze del tutto eccezionali di altri dieci giorni, a decorrere dalla data in cui si producono gli effetti del provvedimento di liquidazione coatta amministrativa ai sensi dell'articolo 83 del Decreto Legislativo 1° settembre 1993, n. 385.

L'assicurazione dei depositi costituisce, assieme all'attività di vigilanza e al meccanismo di credito di ultima istanza, una delle componenti fondamentali su cui si fonda la rete di sicurezza tesa ad assicurare la stabilità del sistema bancario. In questo modo si tutela la funzione sociale del risparmio e la funzione monetaria dell'intermediazione bancaria, evitando, inoltre, traumatiche ripercussioni per i depositanti in caso di dissesti bancari.