Le norme per la tracciabilità dei pagamenti introdotte dal Governo e la conseguente apertura di molti nuovi conti correnti per rendere possibili tutte le transazioni e i pagamenti sopra i mille euro, stanno scatenando delle polemiche sui costi effettivi dei conti correnti che gravano sui clienti finali. Le voci di protesta si sono alzate dalle associazioni dei consumatori, che denunciano il fatto che "i costi delle nostre banche sono tra i più elevati a livello internazionale". A queste si è unito anche l'intervento dell'Antitrust, che ha dimostrato di avere non pochi dubbi sul rapporto degli istituti bancari con i loro clienti.

Il problema della gestione poco trasparente della concorrenza riguarda i costi di molte operazioni bancarie, tra cui quelle relative ai conti correnti. La manovra Monti ha previsto una stretta del contante a favore dei pagamenti elettronici e le banche sembrerebbero le prime beneficiare di questa situazione: l'apertura di nuovi conto correnti, infatti, significa un maggior numero di transazioni con "denaro di plastica", per cui un maggior guadagno su tutte le operazioni elettroniche.

Per cercare di diminuire le spese per i clienti finali, secondo l'Antitrust è necessario che vengano rivisti i criteri per le commissioni interbancarie. Secondo l'Adiconsum, invece, dato che la diminuzione della circolazione del contante rappresenta una fonte di risparmio nel lungo periodo per le banche, perché porta minori costi di gestione dovuti alla minore necessità di sportelli, "se un cittadino è costretto ad aprire un conto corrente, il prezzo non dovrà cadere su di lui".

Per questo l'Antitrust ha proposto "l'eliminazione di qualunque riferimento a prezzi (massimi o minimi) relativi alle commissioni applicate agli esercenti", perché la definizione di un massimo potrebbe portare a un allineamento verso questa cifra di tutti i costi relativi alle operazioni sui conti correnti. Obiettivo di queste proposte, per aver una maggiore trasparenza sui costi effettivi delle operazioni su conto corrente, dovrebbe essere quindi il "trasferimento a valle delle riduzioni delle commissioni interbancarie", come ha fatto sapere Carlo Rienzi del Codacons.

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