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Conti correnti: lotta contro l'evasione e sanzioni

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L'apertura di nuovi conti correnti sarà necessaria per molti. Per chi non rispetta le nuove norme sono previste sanzioni amministrative

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Conto corrente: un'arma contro l'evasione Conto corrente. Foto: freedigitalphotos

Nell'ultimo periodo, tra manovre e decreti, sono stati annunciati numerosi cambiamenti in molti aspetti della vita degli italiani. Ora è il tempo dei fatti: nei prossimi mesi si vedranno le conseguenze dei provvedimenti del Governo. Molto è stato deciso guardando proprio ai consumatori: dopo i provvedimenti "restrittivi" è stato il momento delle liberalizzazioni e della lotta all'evasione. "Cambiare per crescere", questo sembra essere il motto della politica del Governo Monti, che ha voluto coinvolgere tutti i cittadini. Così, nella lotta all'evasione è stato previsto il limite ai contanti sopra i 1000 euro che da quest'anno permette al Fisco di controllare più facilmente le transazioni e i pagamenti.

Se la conseguenza più diretta di questa decisione sarà sicuramente l'apertura di molti più conti correnti, non bisogna tuttavia soffermarsi solo su questo aspetto. Queste disposizioni puntano anche a un cambiamento più profondo delle abitudini degli italiani. Un maggiore utilizzo col "denaro elettronico" dovrebbe infatti disincentivare tutti i comportamenti, dai più "irrilevanti" fino a quelli più gravi, di evasione fiscale. L'utilizzo del conto corrente, infatti, sarà necessario per i pagamenti di dipendenti, per il pagamento delle pensioni e per la gestione di tutte le retribuzioni sopra i mille euro, che ancora oggi vengono pagate con il denaro liquido e che molto spesso sono "in nero".

Per tutti coloro che non rispetteranno queste norme sono previste delle sanzioni solo amministrative, che prevedono il pagamento di somme all'Erario con delle percentuali che possono variare dall'1% al 40% degli importi trasferiti. Per la sanzione minima, la cifra della sanzione sarà pari a 3mila euro per tutti i pagamenti in contanti che risultano uguali o superiori a 1000 euro. In caso di trasferimenti sopra i 50mila euro la sanzione minima sale al 5% dell'importo.

È possibile pagare in misura ridotta una sanzione del 2% grazie all'oblazione (il pagamento volontario della somma), nel caso in cui l'ammontare dei pagamenti non superi i 250mila euro. La contestazione della sanzione può avvenire da parte del Ministero o della guardia di Finanza entro 90 giorni dal ricevimento della comunicazione dell'infrazione, da parte di banche o Poste.

In attesa di conoscere le offerte delle banche per i conti correnti base che entreranno in vigore da settembre, chi volesse aprire un conto corrente può far riferimento al servizio di comparazione di SuperMoney, che mette a confronto le migliori offerte di conti on line e conti correnti tradizionali di molte banche sul mercato.

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