Scade oggi, 31 gennaio 2012, il periodo di salvaguardia previsto dal Governo per consentire a tutti i soggetti interessati di adeguarsi alle nuove norme sulla tracciabilità, che prevedono uno stop ai pagamenti in contanti per cifre pari o superiori ai 1000 euro. Da domani, primo febbraio, per tutti i pagamenti che supereranno la soglia prevista (999,99 euro) dalle nuove norme sulla tracciabilità, entreranno in vigore le sanzioni amministrative stabilite dal Governo. Per tutti coloro che non l'hanno già fatto, è il momento di aprire un conto corrente per mettersi in regola.

Dal 6 dicembre 2011 (giorno dell'entrata in vigore della manovra Salva-Italia) al 31 gennaio, il superamento delle soglia non ha costituito sanzione, ma da domani le cose cambiano. Se non si vuole incorrere in multe salate è bene adeguarsi: per le transazioni di somme uguali o superiori ai 1000 euro bisognerà ricorrere a strumenti di pagamento tracciabili, come assegni bancari/circolari o postali muniti della clausola di non trasferibilità, bonifici, carte di credito, libretti di deposito nominativi, bollettini postali, Rid bancari o postali, conti correnti, cambiali o tratte, Ricevute Bancarie.

Questo limite non riguarda i prelevamenti, i versamenti bancari e i pagamenti frazionati. Nel caso, però, di superamento del limite con più pagamenti in contanti collegabili alla stessa operazione, le sanzioni scatteranno ugualmente. Per tutti gli stipendi e le pensioni superiori a 999,99 euro è finita l'era del pagamento in contante.

Dal primo febbraio, la violazione della norma sulla tracciabilità prevede il pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria, che può corrispondere a un valore che varia dall'1% al 40% dell'importo che viene trasferito nel caso delle transazioni tra i 1.000 e i 50.000 euro. La multa potrebbe riguardare anche il destinatario del denaro contante, di cui potrebbe essere verificata la condotta. La cifra minima per la sanzione è di 3.000 euro. Più le somme trasferite sono elevate, più la sanzione sarà pesante. Per cifre che superano i 50.000 euro la sanzione minima è del 5% e potrà raggiungere fino al 40% dell'importo trasferito, sempre con un minimo di sanzione di 3.000 euro.

Le sanzioni potranno essere applicate su richiesta del Ministero o della guardia di Finanza entro 90 giorni dal ricevimento della comunicazione dell'infrazione, da parte di banche o Poste. Per le transazioni che non superno i 250.000 euro rimane la possibilità di un pagamento ridotto (in caso di oblazione, cioè di pagamento volontario della somma) della sanzione, pari al 2% della somma trasferita. Il pagamento dovrà avvenire entro 60 giorni dall'avvenuta notifica della contestazione.

Le limitazioni previste dall'articolo 12 sulla tracciabilità dei pagamenti sono valide anche per i libretti al portatore. Se un soggetto vuole trasferire due o più libretti al portatore con saldi singoli inferiori ai 1000 euro, ma che sommati superano il limite, dovrà ricorrere alla "canalizzazione" dell'operazione, cioè dovrà intervenire una banca. C'è tempo fino al 31 di marzo per ridurre i saldi dei singoli libretti sotto i 999,99 euro. L'alternativa possibile è estinguere i libretti o renderli libretti nominativi.

Per quanto riguarda il pagamento delle pensioni, i pensionati hanno ancora tempo fino al 6 marzo per decidere in che modo ricevere la pensione. Fino a quella data l'Inps pagherà ancora le pensioni in contanti, ma successivamente la modalità di pagamento potrà avvenire con accredito su conto corrente, su un libretto postale o su una carta elettronica ricaricabile. In questi mesi il ministro dell'Economia, la Banca d'Italia, l'Abi, le Poste e l'associazione dei prestatori di servizi a pagamento stanno cercano di stipulare una convenzione per la creazione di conti correnti base per garantire i servizi minimi a costo zero a tutti i nuovi correntisti.