Anche i conti deposito sono stati coinvolti nella mini-patrimoniale. Questa, a sorpresa, è la novità che arriva dal decreto sulle semplificazioni fiscali, che nella sua versione definitiva vede una correzione sulla tassa sul risparmio, che viene estesa ai depositi bancari e postali e ai certificati di deposito. I conti correnti, invece, non sono stati toccati.

Il Governo ha "corretto" la mini-patrimoniale introdotta solo due mesi fa con il decreto Salva-Italia, che coinvolgeva praticamente tutti i prodotti finanziari (fondi di investimento, polizze vita, titoli di Stato, obbligazioni varie), ma che di fatto non citava i conti deposito. Nell'ultima versione del decreto, invece, la mini-patrimoniale è stata appesantita, andando a colpire anche i conti deposito, che rappresentano la forma di risparmio più diffusa tra gli italiani in questo periodo.

La nuova norma prevede che vengano tassate le comunicazioni periodiche alla clientela relative a prodotti finanziari, anche non soggetti a obbligo di deposito, "ivi compresi i depositi bancari e postali anche se non rappresentati da certificati". Rimangono esclusi i fondi pensione e dai fondi sanitari.

L'imposta proporzionale verrà calcolata sull'ammontare del deposito nel caso dei conti deposito, mentre, per i certificati, sul valore nominale o di rimborso. L'aliquota sarà dell'1 per mille per il 2012, mentre passerà all'1,5 per mille nel 2013.

Il dubbio rimane su come verrà applicata questa norma da parte delle banche, che probabilmente potranno scegliere se applicarla ai conti deposito già esistenti o solo a quelli che verranno aperti dopo l'entrata in vigore delle nuove disposizioni. Presumibilmente gli istituti cercheranno di accaparrarsi i clienti offrendo loro stessi il pagamento del bollo, almeno nel caso dei depositi più onerosi, in modo da conquistarsi i clienti con depositi più "danarosi".