Per cercare di ostacolare la corsa dei conti deposito, le grandi banche stanno mettendo in campo il vecchio certificato di deposito. Il tentativo è di alzare i rendimenti di vecchi certificati per renderli più competitivi rispetto ai conti deposito on line, che negli ultimi tempi stanno crescendo a dismisura arrivando a toccare i 3,6 milioni di unità.

A contribuire al grande successo dei conti deposito sono stati da una parte i rendimenti molto alti offerti dalle banche e dall'altra l'alleggerimento della tassazione, che ha visto l'abbassamento dell'imposta dal 27% al 20% a partire dal primo gennaio 2012 e l'esclusione dei conti deposito, in quanto strumenti di risparmio, dalla mini-patrimoniale (che invece ha colpito tutti gli altri strumenti finanziari ad eccezione dei fondi pensione).

Queste caratteristiche dei conti deposito li hanno portati in cima alla classifica degli strumenti di risparmio preferiti dagli italiani lasciando indietro, per ora, sia i pronti contro termine che i certificati di deposito. La situazione appare piuttosto negativa soprattutto per i pronti contro termine, che sono stati penalizzati dall'omogeneizzazione dell'imposta che per loro è passata dal 12,5% al 20%,ad eccezione dei Pct che investono in titoli di Stato.

I certificati di deposito sembrano ora avere il ruolo di diretti "rivali" dei conti deposito. Il contratto di deposito consiste in una somma che il cliente deposita presso una banca, che si obbliga a restituirla entro una data concordata. Come i conti deposito il vincolo produce interessi che possono essere corrisposti alla scadenza o in momenti diversi. Per quanto riguarda la sicurezza, infine, i certificati di deposito nominali sono garantiti, al pari dei conti deposito, dal FITD fino a 100mila euro.

Le offerte dei certificati di deposito variano a seconda degli istituti bancari, ma per ora i rendimenti appaiono ancora più bassi e quindi meno appetibili di quelli dei conti deposito. Mentre questi ultimi spesso superano ancora il 3% netto e in alcuni casi arrivano addirittura a superare il 4% netto, i rendimenti dei certificati si sono allineati con quelli dell'ultima asta di BoT, che li ha visti scendere sotto il 2% netto. Le banche, inoltre, stanno prorogando le offerte sui conti deposito vincolati anche per i prossimi mesi. Si tratta di offerte da prendere al volo per i risparmiatori, perché, anche se non si possono aver notizie certe a riguardo, nel corso dell'anno anche i rendimenti dei conti deposito potrebbero calare, avvicinandosi a quelli dei prodotti rivali come i certificati di deposito.