Grande malumore tra i banchieri del nostro Paese a seguito di alcuni punti contenuti nel "Decreto Salva Italia". Se il Governo guidato dal premier Mario Monti era stato additato, sin dall'inizio, come "amico" delle banche, adesso, di certo si è scostato, e di parecchio, dal pregiudizio.

Tra gli emendamenti al dl liberalizzazioni che hanno allarmato il settore bancario, quello che ha allarmato principlamente le banche riguarda il conto corrente a zero spese di apertura e gestione, per i pensionati con assegni inferiori ai 1.500 euro. Gli istituti bancari oltre a perdere del denaro a seguito di questa decisione, sembrano vedere in essa lo spettro di un'impresa creditizia pubblica , così come succedeva molti anni orsono. Non è ancora chiaro se la soglia dei 1500 euro sia da considerare lorda o al netto delle imposte. La questione non è di poco conto visto che cambierebbe di molto il numero di pensionati interessati. Ad oggi si è parlato di circa 1 miliardo di euro ipotetico di perdita da parte delle banche, considerando il costo medio di un conto (110 euro all'anno per Bankitalia).

Le persone in pensione che non hanno conto corrente e ritirano il mensile in modalità cash sono circa 850 mila, su 16,7 milioni di pensionati totali (9 milioni percepiscono l'assegno su conto corrente bancario, 4,7 milioni su libretto postale, 9 milioni sul conto corrente bancario e 2 milioni su Bancoposta).

Un altro punto poco chiaro è se il decreto sia rivolto solamente agli 850 mila pensionati senza conto corrente oppure a tutti quelli che percepiscono mensilmente fino a 1500 euro. Se dovesse verificarsi la seconda ipotesi per le banca sarebbe un colpo ancor più duro di quello preventivato fino ad ora, visto che il 71% dei pensionati italiani rientra nella fascia che arriva al tetto di 20 mila euro lordi all'anno.

Come se non bastasse il nodo conti correnti le banche stanno storcendo il naso anche su altri due punti previsti dal decreto: la combinazione polizze sulla vita e mutui e l'assenza, in certi casi, di commissioni ai distributori di benzina.

Per quanto riguarda la questione assicurazione-mutui, Monti ha previsto l'obbligo, da parte delle banche, di offrire ai clienti richiedenti un mutuo altre due polizze assicurative sulla vita oltre alla propria. Per la questione delle commissioni ai distributori, invece, il decreto sembra annoverare l'azzeramento di queste ultime per pagamenti con carte di credito fino a 100 euro.