Il conto corrente "a zero spese", annoverato nel decreto liberalizzazioni del governo Monti e rivolto ai pensionati con un importo mensile massimo di 1.500 euro, debutterà tra un paio di mesi. A questo punto, accantonando per un attimo l'attenzione catturata ultimamente dalla furia delle banche a tal proposito, cerchiamo di capire quali sono le reali opzioni per il consumatore.

I profili di risparmiatori (anche non anziani, rientranti nel parametro previsto dal decreto governativo) che non sono in grado di movimentare molto il loro piccolo capitale, attraverso investimenti e che non sono inclini a pensare all'apertura di un conto deposito, potranno sicuramente beneficiare dell'azzeramento delle spese bancarie. Andiamo, quindi, a esplorare ciò che offre attualmente il mercato nel comparto a "basso costo".

Per quanto riguarda il canone zero, segnaliamo l'offerta di alcune banche che cercano di attrarre nuovi clienti, offrendo conti correnti a "zero spese". Ma si tratta, realmente, di conti gratuiti? La risposta è semplice: i costi fissi sono annullati ma quelli relativi alle varie commissioni, che spesso superano le spese fisse, sono assolutamente presenti.

Un'altra possibilità di risparmio è presentata dai conti correnti a operazioni illimitate. Questo tipo di prodotto permette di effettuare tutte le operazioni che si vuole, senza dover pagare tariffe aggiuntive. Si sototlinea che, in questo caso, il cliente è tenuto a pagare tutti i costi fissi. Tale tipologia di conto, potrebbe non interessare a tutte quelle persone che hanno familiarità con internet. Molti istituti bancari, infatti, offrono conti on line con operazioni illimitate e zero spese di gestione.

Infine, il consumatore deve sempre considerare altri costi importanti, al fine di valutare la convenienza di un conto corrente: le spese di commissione per prelievi Bancomat da sportelli di altri operatori, i costi relativi ai bonifici e quelli riguardanti l'invio dell'estratto conto.