Il governo Monti, si sa, ha dato inizio alla battaglia contro l'evasione fiscale, che nel nostro Paese raggiunge vette stellari. Tra le iniziative atte a fare giustizia, benedette da molti e maledette da altrettanti, c'è la volontà di rendere trattabili da parte dello Stato una serie di informazioni relative ai conti correnti di ogni italiano.

Il Garante della privacy Francesco Pizzetti si è espresso negativamente nei confronti di un intervento così duro da parte del governo, dicendosi convinto che, in questa maniera, si violi lo Stato di diritto. Mettere nelle mani del Parlamento milioni e milioni di dati sensibili può, effettivamente, far rabbrividire parecchi cittadini a cui, estremizzando, potrebbero tornare in mente regimi totalitari o di polizia.

Pizzetti, comunque, come ha dichiarato nel corso della presentazione del volume "Sette anni di protezione dati in Italia", dice di capire le motivazioni del Decreto Monti in materia di evasione fiscale e conti correnti, anche se sottolinea: "In questa maniera si agisce trattando i cittadini da sudditi, perché è proprio dei sudditi essere considerati dei potenziali ladri. È proprio dello Stato non democratico pensare che i propri cittadini siano tutti possibili violatori delle leggi. In uno Stato democratico, il cittadino ha diritto di essere rispettato fino a che non vìoli le leggi, non di essere sospettato a priori".

La questione che preoccupa di più parecchi cittadini e lo stesso Garante Pizzetti sembra essere il fatto che, la tracciabilità dei conti correnti, può essere acquisita dal Fisco anche se non ci sono indagini in corso nei confronti del titolare del conto.

Il Decreto Monti, quindi, non smette di far discutere, anche in materia di conti correnti. Attualmente sembra che siano scontenti un po' tutti, sia le banche, che temono una perdita di clienti e di capitali, sia gli utenti che si sentono violati in "zone intime" della propria vita. Se tutto ciò rappresenti un bene per l'Italia lo vedremo nel corso di questo 2012.