Gli stipendi dei top manager di Banca Unicredit sono stati molto discussi nel corso delle decadi. E' recente, però, la notizia, secondo la quale, dallo scorso anno, la banca italiana non prevede più incrementi retributivi e bonus per i suoi più alti quadri. Si parla, comunque, sempre di cifre da capogiro, che fanno strabuzzare gli occhi ai clienti dell'istituto e ai consumatori in generale i quali, magari, hanno intenzione di aprire con i loro pochi risparmi un conto corrente oppure un conto deposito. In effetti, viene da chiedersi il motivo per cui certi manager debbano guadagnare una cifra annua superiore a quella prevista per il presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Ma andiamo a vedere i numeri.

Nel 2011, lo stipendio complessivo di Federico Ghizzoni, numero uno di UniCredit, ha raggiunto quota 2,19 milioni, mentre al presidente uscente del Gruppo bancario, Dieter Rampl, sono andati 1,8 milioni di euro. I dati sono stati resi noti dal Gruppo stesso, dopo la consultazione di Radiocor. Si pensi che anche il direttore generale, Roberto Nicastro, ha superato la soglia dei 2 milioni di euro l'anno (per la precisione 2,13), mentre il vice-presidente vicario Luigi Castelletti ha guadagnato circa 426 mila euro e il vice-presidente Fabrizio Palenzona 472 mila.

Ma dove sono finiti i libici, che tanti temevano per una possibile scalata del Gruppo, dopo l'uccisione di Mu'ammar Gheddafi? Ebbene, a Omar Bengdara, ex governatore della Banca centrale libica che rappresentava gli interessi del Paese africano prima della rivoluzione, sono andati 281 mila euro. Banca Unicredit, comunque, ci tiene a precisare, nel documento riportante i dati, che tutti i top manager (in totale otto), non hanno beneficiato di alcun bonus riferito al 2011.

Inoltre, Banca Unicredit ricorda che per tutti gli "alti dirigenti" (in numero di 120), il variabile è stato ridotto del 60%. Diverse anche le situazioni in cui il bonus è stato nullo. Infine, l'istituto ha dichiarato che, per i prossimi anni, i premi di performance saranno soggetti a condizioni ancora più specifiche e restrittive e che, nel 2011, non si è dato adito ad alcun incremento retributivo, anche fisso.