Si è parlato a lungo dei conti correnti gratuiti per i pensionati con meno di mille euro al mese. Il Decreto Liberalizzazioni messo a punto dal Governo Monti e ora divenuto legge, è stato spesso nebuloso e contorto su questo punto. Le banche, attraverso i vertici dell'Abi (Associazione banche italiane) si sono recate fino in Parlamento per cercare di "correggere" le proposte contenute nel Decreto a questo proposito. Ebbene, a neanche un mese dall'approvazione delle nuove norme in materia fiscale, che fine ha fatto il conto corrente gratuito?

Pare proprio che il potere bancario sia stato persuasivo e abbia perseguito il fine che si era proposto: non concedere, di fatto, il conto corrente gratis ai pensionati sotto i mille euro mensili. Non sussistono canone e spese gestione per la tipologia di conto in questione ma esistono altri oneri per cui possiamo affermare che non si tratta di un conto corrente completamente gratuito, come invece si era ventilato.

Il Decreto prevedeva che l'Abi, le Poste Italiane, la Banca d'Italia e il ministero dell'Economia dovessero accordarsi sulle commissioni applicate sui prelievi con carta di credito o bancomat, effettuati tramite sportelli ATM in Italia e all'estero. La convenzione stipulata lo scorso mese dagli interlocutori, però, non contiene affatto l'ammontare degli importi ma solo il numero di operazioni gratuite, 12. Questo fa si che le banche possano applicare l'importo desiderato sui prelievi, rifacendosi, potenzialmente, sui conti correnti a zero spese di gestione. In pratica, un pensionato sotto i mille euro al mese, che si vede costretto a depositare i suoi soldi su un conto corrente e poi a ritirarli, magari tramite carta di credito, si potrebbe trovare difronte a notevoli oneri, rappresentati, per l'appunto, dalle commissioni.

Ricordiamo che a firmare tale convenzione sono stati: il direttore generale dell'Abi, Giovanni Sabatini, l'amministratore delegato di Poste Italiane, Massimo Sarmi, Alessandro Rivera per il Ministero dell'Economia e Luigi Federico Signorini per Bankitalia. Infine, nel documento pare non siano neppure indicate le commissioni per i prelievi da banche diverse da quelle dove si ha il conto. Si preannuncia una dura contestazione da parte dei consumatori.