Ci troviamo nel bel mezzo della più acuta crisi finanziaria degli ultimi 50 anni. I risparmi degli italiani sono sempre più risicati e i conti deposito continuano, nonostante i ribassi degli ultimi tempi, a rappresentare una forma sicura di investimento per diverse tipologie di consumatori. Ma andiamo a capire come sta cambiando il comportamento verso i capitali accumulati da parte degli italiani, alla luce anche delle ultime dichiarazioni del direttore del dipartimento per gli affari di bilancio del Fondo Monetario Internazionale, Carlo Cottarelli, che ha affermato: "L'Italia non raggiungerà il pareggio di bilancio quest'anno e il prossimo per via delle proiezioni più contenute della crescita".

La situazione italiana è, quindi, allarmante e per questo 2012 le previsioni del Fondo Monetario Internazionale sul Pil indicano un calo dell'1,9%, con un andamento negativo anche per il 2013 (anno in cui è prevista una decrescita pari allo 0,3%). Solamente per il 2017 si tornerà a crescere dell'1,2%. In questo scenario quasi da apocalissi finanziaria, gli italiani si muovono con molta cautela e si registra una generale sfiducia verso l'investimento. Per questo motivo, molti soggetti decidono ancora di affidarsi ai conti deposito e lo fanno sottoscrivendo vincoli di breve durata: si favoriscono prodotti che "legano" l'utente alla banca per 3 o 6 mesi, piuttosto che quelli che prevedono vincoli di 1 o 2 anni, anche se i tassi d'interesse di cui si può beneficiare con i depositi a breve termine sono più bassi rispetto a quelli previsti con il lungo termine.

Inoltre, si nota, in questo periodo, come diversi risparmiatori prediligano investimenti come BoT (Buoni ordinari del Tesoro), pronti contro termine e buoni fruttiferi postali, anche perché gli interessi sui conti deposito stanno gradualmente scendendo, soprattutto a causa dell'iniezione di liquidità delle Bce (Banca centrale europea) in favore degli istituti di credito. Va ricordato, oltretutto, che i depositi, a seguito della manovra finanziaria, sono stati soggetti a imposta di bollo (tassa da cui praticamente restano esclusi solo i conti correnti, i fondi pensione e i fondi sanitari).

Tempi duri, quindi, soprattutto per i piccoli e medi risparmiatori, che non sanno dove affidare con tranquillità il proprio capitale dal momento che in molti non si fidano abbastanza della solidità dello Stato Italiano e altri cominciano a perdere fiducia anche nei confronti delle banche in generale. Si tornerà a nascondere i soldi sotto il materasso? A giudicare dagli interessi, pressochè nulli, previsti dai conti correnti, potrebbe essere un'ipotesi plausibile.