Davanti alla tempesta finanziaria che sta coinvolgendo Grecia e Spagna e che sta facendo collassare le banche di questi due Paesi, il sistema bancario nazionale sembra resistere. A dimostrazione di questo fatto ci sono gli ultimi dati dell'Abi (Associazione bancaria italiana) che mostrano che il volume dei depostiti degli italiani presso gli istituti di credito nazionale a fine aprile ammontava a 1.137 miliardi di euro, 1,5% in più rispetto allo stesso periodo del 2011. A giocare un ruolo chiave in questa crescita sono stati anche i conti deposito che, grazie ai tassi molto elevati, hanno attirato molti risparmiatori, "riempiendo" in questo modo anche le casse degli istituti.

Si tratta di un risultato importante per l'Italia, che non solo permette di rassicurare rispetto alla situazione economica e alla stabilità finanziaria del Paese, ma che mette in luce anche l'atteggiamento di fiducia che ancora circola tra i consumatori verso le banche italiane. In particolare, i dati dell'Abi mettono in evidenza come sia proprio grazie a risparmiatori italiani che la situazione dei depositi bancari sia rimasta positiva.

Sul fronte straniero, invece, la situazione mostra segni evidenti di sofferenza. Nel giro di un anno, da marzo 2011 a marzo 2012, ben 92 miliardi di euro provenienti dall'estero si sono "persi", portando il volume dei depositi esteri dal 17% al 13%. Questi risultati metto in luce un chiaro atteggiamento di diffidenza degli stranieri nei confronti del nostro sistema bancario, che, però, come detto precedentemente, non sembra aver nulla a che vedere con quanto sta accadendo in Grecia e Spagna. Nella capitale ellenica le banche sono al collasso, con una perdita di circa un quarto dei conti correnti da quando è iniziata la crisi, mentre a Madrid, pare che il "fuggi fuggi" dalle banche abbia portato via 65 miliardi di euro solo nell'ultimo anno.

A guardare a questi dati, il nostro Paese sembra tenere rispetto a Grecia e Spagna, proprio grazie alla "fiducia" degli italiani che sembrano essere i veri "finanziatori" degli istituti nazionali, che devono quindi cercare di non perdere questa importante fonte di liquidità.