Proprio nei giorni in cui si vedono centinaia di cittadini greci e spagnoli bramosi di ritirare i propri risparmi e "salvarli" dalle banche in difficoltà arriva la polemica del G8 di Camp David portata avanti dagli Stati Uniti che si dicono incapaci di comprendere le ragioni per cui l'Europa non abbia un sistema di assicurazione dei depositi bancari (conti correnti e conti deposito) che valga per l'intera Eurozona, vale a dire una garanzia comune atta coprire in egual misura i risparmi dei cittadini europei.

Anche il premier italiano Mario Monti sembra non trovare risposta all'interrogativo statunitense e con ogni probabilità si trova a Camp David proprio per spingere l'Europa a prendere decisioni rapide in questa direzione. Il Vecchio Continente, infatti, è sempre più allarmato per il dilagarsi di comportamenti irrazionali da parte dei risparmiatori che potrebbero infliggere un colpo durissimo a istituti già traballanti, seguendo le paure innescate dalla crisi greca. Parola d'ordine: circoscrivere al massimo i possibili spill over della crisi occidentale. Ricordiamo, comunque, che in Italia gli istituti hanno l'obbligo di aderire al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, che copre i clienti fino a 100 mila euro.

Ma quali sarebbero i vantaggi immediati di cui si beneficerebbe con l'adozione di un sistema di assicurazione unico per l'Europa? Innanzitutto la riduzione dei costi amministrativi che ammontano per diverse nazioni a circa 40 milioni di euro all'anno; inoltre, in caso di fallimento di un istituto, il sistema sovranazionale permetterebbe di ridurre l'impatto sui consumatori rispetto al più circoscritto sistema nazionale. Infine, il principale vantaggio che il sistema comune potrebbe apportare risiede in una questione di giustizia: in caso crisi bancaria transnazionale uno schema valido per l'intera Eurozona potrebbe incentivare una soluzione comune nell'interesse di tutti i depositanti, riducendo al minimo i possibili favoritismi verso quelli di alcuni Paesi.

Anche l'operato di Mario Draghi ai tempi del Financial stability board aveva il fine di perseguire questa linea. Tutt'ora, il presidente della Bce (Banca centrale europea), ne ha parlato anche di recente nella sua qualità di chairman dell'Esrb (European systemic risk board) responsabile della vigilanza macroprudenziale in Eurolandia. La questione dell'assicurazione comune sui depositi, quindi, ha importanti sostenitori e potrebbere prendere il via già settimana prossima dopo gli incontri dell'Eurogruppo.