Abbiamo parlato della crisi della Grecia e abbiamo illustrato come esista la possibilità concreta che, qualora gli ellenici dovessero ritornare alla dracma, si verifichino perdite presso altri istituti europei con conseguente ritiro di depositi da parte di migliaia di clienti. Esistono, però, diverse ragioni per non farsi contagiare da un'eventuale crisi di panico. Innanzitutto, bisogna considerare che le banche italiane in generale godono di un ottimo stato di salute (a differenza di Grecia e Spagna). In secondo luogo bisogna sottolineare l'importante ruolo svolto dal Fitd (Fondo interbancario di tutela dei depositi) come garante dei risparmi degli italiani (ora la Ue sta pensando di istitutire anche un Fondo europeo). Ora andiamo a vedere come è si struttura il Fitd.

La struttura del Fondo interbancario di tutela dei depositi in Italia

Il Fitd è un consorzio nato nel 1987 al quale tutte le banche italiane (a eccezione delle banche di credito cooperativo che si rifanno comunque una garanzia simile) sono obbligate ad aderire assieme a tutti quegli istituti di credito extra Ue che hanno filiali in Italia. Per le banche comunitarie, invece, non c'è nessun obbligo e partecipano soltanto su base volontaria. Al 31 dicembre 2011 (ultimi dati disponibili) al Fitd aderivano 259 banche: tra queste, nove sono banche extracomunitarie, 189 fanno parte di gruppi bancari mentre 82 sono banche singole.

Come funziona il rimborso da parte del Fitd?

Il Fitd tutela i conti correnti, i conti deposito (anche quelli vincolati), gli assegni circolari e i certificati di deposito nominativi (non quelli al portatore). Si ricorda che a non essere garantiti dal Fitd sono investimenti quali titoli di Stato, obbligazioni, i pronti contro termine e le azioni. Qualora la banca dovesse fallire i clienti depositanti non corrono pericolo e non incorrono in alcuna procedura fallimentare e potranno usufruire del capitale affidato all'istituto che, grazie al Fitd (che copre, comunque, fino a 100 mila euro), è al sicuro essendo compreso negli "attivi" della banca.

Si ricorda che La copertura offerta dal Fidt è ad personam: questo significa che, in caso di conti correnti cointestati, la garanzia del Fondo aumenta fino a 100 mila euro per ogni depositante, a condizione che i titolari del conto cointestato non abbiano altri conti correnti aperti nello stesso istituto. Per i clienti che hanno più di un conto presso la stessa banca, il rimborso massimo previsto non potrà superare i 100 mila euro complessivi.

Per i consumatori è sempre e comunque consigliabile distribuire i propri risparmi su più conti di differenti banche. In questo modo si riduce la possibilità di default bancario e si riducono le tempistiche del rimborso.