In un solo anno i costi bancari sono aumentati in modo esponenziale. I tassi per chi va in rosso sul proprio conto corrente sono aumentati di quasi tre punti percentuali rispetto al 2012, mentre le commissioni sugli ordini di pagamento, dai bonifici alle bollette, raggiungono vette stellari. Ma i rendimenti medi, fermi ormai allo 0,05% lordo, restano praticamente nulli.

A rivelarlo un'analisi condotta dal Corriereconomia sulle variazioni che in un anno hanno interessato i costi dei conti correnti. Osservando i prodotti che le principali banche italiane (Intesa Sanpaolo, Unicredit, Mps, Ubi, Bpm, Bnl, vedi tabella) hanno messo a disposizione delle famiglie, si noterà che la forbice dei tassi si è ulteriormente allargata. Come spiega Rita Romeo, analista di Prometeia, il bisogno di liquidità spinge le banche ad alzare i tassi di scoperto e a rincarare le commissioni, trovandosi costrette ad incrementare i rendimenti dei conti deposito per attrarre il maggior numero di clienti. "Negli ultimi tre anni - nota Prometeia - la quota di guadagni generata dalle spese sui conti correnti ha raggiunto il picco".

Dall'analisi del Corriereconomia emerge che chi va in rosso senza fido si paga in media un tasso del 17,36%, quasi tre punti in più rispetto al 14,6% di un anno fa. Tutte le banche prese in considerazione hanno alzato questa voce, fatta eccezione per Intesa Sanpaolo. Non è aumentato, però, il rendimento delle giacenze, fermo allo 0,05%, contro lo 0,04% dell'anno scorso (la variazione si deve alla Bpm, l'unica ad avere alzato il tasso attivo dallo 0,2% allo 0,3%). Diverso il caso di Conto Bancoposta Più, che offre il 4% per giacenze superiori a 3 mila euro.

Per quanto riguarda le commissioni, se i costi dei prelievi allo sportello sono stati ormai azzerati da tutte le banche, a seguito delle proteste dei consumatori, sono aumentati, invece, quelli dei bonifici, che, se addebitati sul conto corrente di un'altra banca, costano circa 4,4 euro (+1,85%). Ancora più alto il prezzo del bonifico allo sportello che arriva in media a 6,2 euro. Ma il picco si raggiunge con quelli effettuati nei Paesi extra Sepa (il sistema di pagamenti europeo). Ad esempio in Croazia o in Turchia effettuare un bonifico può costare anche 40 euro. Cifre da capogiro anche per i prelievi che in questi Paesi possono raggiungere, in media, 3,43 euro.

In crescita anche il costo per l'acquisto di titoli: per avere mille euro di azioni bisogna spendere in media, 19,26 euro, contro i 18,68 euro del 2011. Aumentano anche i costi delle commissioni utenze: pagare una bolletta allo sportello costa, infatti, 4,06 euro, il 6,56% in più rispetto allo scorso ano. Più conveniente addebbitare la bolletta sul conto: il costo è di circa 2,07 euro, il 10,8% in meno.