I messaggi pubblicitari dei prodotti bancari devono fornire tutte le informazioni necessarie a valutare l'offerta. A stabilirlo l'Antitrust con il provvedimento n. 23637 contenuto nel Bollettino n. 23 del 25 giugno 2012. Dopo aver esaminato alcuni messaggi promozionali relativi ad uno specifico conto corrente, l'Antitrust ha definito scorrette quelle campagne promozionali in cui non vengono fornite indicazioni necessarie alla reale valutazione del prodotto.

In particolare negli spot esaminati veniva prospettato il tasso di interesse creditore, senza però l'indicazione dell'ammontare minimo e massimo delle giacenze cui tale remunerazione doveva ritenersi applicabile. In questo modo il consumatore era indotto a ritenere che il rendimento prospettato fosse applicabile all'intera somma depositata e non soltanto agli importi superiori all'ammontare stabilito al momento del contratto. Una limitazione stringente, di cui però non si ha traccia negli spot che anzi risultano particolarmente allettanti, in quanto promettono al risparmiatore un rendimento sicuro ed elevato.

L'Antitrust, dunque, ha bocciato come ingannevoli tutti quei messaggi pubblicitari che non permettono al consumatore di valutare le condizioni economiche complete del prodotto e, dunque, l'effettiva convenienza dello stesso, né di operare un confronto con le altre offerte disponibili sul mercato. Inoltre le restrizioni imposte dal mezzo di comunicazione utilizzato non bastano, secondo l'Antitrust, a giustificare il rinvio nei messaggi ad altre fonti informative, come il sito Internet della banca e la documentazione relativa al prodotto. Secondo l'ultimo provvedimento, infatti, tutte le informazioni necessarie ad una corretta comprensione dell'offerta pubblicizzata devono essere fornite contestualmente alla sponsorizzazione del prodotto.