In tempi di crisi dei mercati, tutti cercano oasi sicure dove sistemare i propri risparmi , preferibilmente al riparo dalle oscillazioni dei mercati finanziari. È per questo che riscuotono successo i conti deposito, l'alternativa meno flessibile ma più redditizia al conto corrente.

Sul conto deposito è possibile versare delle somme in modalità libera o vincolata. Nel primo caso si otterranno rendimenti minori, a fronte della possibilità di disporre del denaro depositato in qualsiasi momento. Nel secondo invece, la somma resta bloccata per un determinato periodo di tempo (da un minimo di 3 mesi a un massimo di due anni o poco più) ma garantisce guadagni più cospicui, proporzionali alla durata del vincolo (si può arrivare anche oltre il 4,5% lordo annuo).

I conti deposito sono soluzioni per il risparmio a breve termine. Sono molto facili da gestire, perché la maggior parte delle banche offre ai clienti la possibilità di amministrare il conto, e addirittura di aprirlo, online attraverso procedure dedicate. Sono inoltre sicuri, perché garantiti dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD) a cui aderiscono tutti gli istituti di credito per obbligo di legge. In caso di default bancario, il FITD rimborsa ogni correntista fino a 100 mila euro (per conti cointestati, ogni depositante riceverà la stessa somma massima).

Potrebbe tuttavia rivelarsi una scelta oculata anche investire a lungo termine approfittando dei prezzi abbastanza bassi. Chi volesse mettere da parte delle somme anche piccole, trova oggi occasioni interessanti. I frutti si vedranno almeno tra vent'anni, giusto il tempo di far crescere figli o nipoti, che useranno quanto accumulato, ad esempio, per pagarsi gli studi.

I buoni fruttiferi postali sono uno strumento molto flessibile, che si presta bene a questo tipo di esigenza. Uno dei loro vantaggi è il taglio minimo d'acquisto: si possono infatti scegliere buoni da 50 euro, per andare incontro anche alle tasche meno piene. Più grande sarà il taglio, ovviamente, più si otterranno risparmi sulle spese di gestione (sottoscrizione, vendita anticipata, riscatto finale, deposito titoli).

La vera garanzia del buono fruttifero postale è la certezza di un rendimento a scadenza prefissato, nonché di un rendimento sicuro anche in caso di svincolo anticipato. Immaginando di depositare oggi 1.000 euro, potremmo approfittare di un rendimento netto del 3,4% a 5 anni, del 4,76% a 10 anni, del 5,51% a 15 anni e del 5,75% a 18 anni. C'è da dire però che i rendimenti raggiungono questi livelli così vantaggiosi solo dopo il compimento del 18° anno del titolare (ricordiamo che solo un maggiorenne - non per forza un parente - può intestare il buono a un minorenne).

Chi preferisce una strada un po' più rischiosa, ma potenzialmente più remunerativa può optare per i Btp. Prendendo in esame i titoli del Tesoro con le stesse scadenze dei buoni fruttiferi postali, si scopre infatti che rendono di più, ma solo entro il 15° anno. I Btp da 5 anni, infatti, garantiscono interessi netti del 4,34%, mentre quelli decennali del 5% netto.

La strada però, dicevamo, è più impervia in questo caso. Anzitutto, l'investimento minimo è di 1.000 euro e multipli. Poi bisogna mettere in conto le commissioni bancarie legate all'acquisto (tranne che non avvenga durante un'asta) e alla vendita, oltre alle tasse sul deposito titoli. Il vantaggio di poter disinvestire in qualsiasi momento ha come rovescio della medaglia l'assoluta incertezza riguardo al valore che assumeranno i Btp in futuro. La scadenza potrebbe capitare un momento florido, ma anche una fase di svalutazione, come quella di un anno fa, che vide un crollo dei titoli dell'8%.

La certezza del momento è che i prezzi sono bassi e conviene investire. Quanto si guadagnerà dipende dal grado di fiducia dei singoli investitori. Buona fortuna!