Addio al "mattone" come miglior investimento sicuro? Sembra proprio di sì. Nella sfida dei rendimenti a breve periodo, infatti, gli immobili sembrano soccombere nei confronti dei conti deposito. L'Imu, per le prime e le seconde case e le varie imposizioni fiscali abbattono la redditività dell'abitazione sul breve termine, come spiega il quotidiano il Sole24Ore.

Inoltre, chi ha un immobile da mettere a reddito deve anche fare i conti con la cedolare secca (21% dell'affitto, 19% in caso di canoni concordati). Secondo Nomisma il rendimento medio lordo annuo di una casa in affitto in Italia si è attestato nella seconda metà del 2012 al 4,36% lordo. Questo equivale a un rendimento annuale netto - in caso di applicazione della cedolare secca con aliquota al 21% - del 3,4 per cento.

Sui conti deposito, invece, oggi si possono trovare offerte di rendimento annuale lordo (per somme vincolate 24 mesi) che arrivano al 5%, che al netto della ritenuta fiscale del 20% applicata sui depositi bancari, equivale ad un rendimento annuale netto del 4 per cento. Ipotizzando, quindi, di avere un immobile dal valore di 200 mila euro, al netto di tutte le tasse si può verosimilmente calcolare di arrivare a ottenere un ricavo annuale di un affitto al di sotto dei 6 mila euro. Se, invece, si depositassero i 200 mila euro su un conto deposito tra quelli più remunerativi si guadagnerebbero circa 8 mila euro all'anno.