Da quando è stata emanata la disposizione di legge con cui si è portata la riduzione a mille euro del limite di utilizzo del contante la disciplina antiriciclaggio è entrata nella quotidianità apportando un mutamento nelle abitudini di pagamento e tutto ciò è stato supportato anche dalla estrema gravità delle sanzioni applicabili nei riguardi dei trasgressori.

L'art. 12 d.l. n. 201/2011 (cosiddetto decreto Monti), a parziale modifica dell'art. 49 d.lgs. n. 231/2007 ha abbassato la soglia dai precedenti 2.500 euro agli attuali mille. Quindi, è vietato il trasferimento, tra soggetti diversi ed a qualunque titolo, di denaro contante, di libretti di deposito bancari o postali al portatore e di titoli al portatore in euro o in valuta estera, quando il valore oggetto del trasferimento sia complessivamente pari o superiore ad euro mille. La norma precisa che il divieto sussiste anche quando il trasferimento sia effettuato con più pagamenti inferiori alla soglia artificiosamente frazionati allo scopo di eludere la norma.

Il limite di utilizzo non riguarda, invece, i prelevamenti ed i versamenti in contanti effettuati dal correntista che continua a poter versare o prelevare contanti dal proprio conto corrente anche al di sopra della soglia stabilità, mancando oggettivamente in questa situazione il trasferimento a terzi della somma che si sta maneggiando e che rimane al correntista stesso. Permangono gli obblighi per l'istituto di credito di verifica delle generalità del correntista e quelli di segnalazione di operazioni sospette qualora, vi sia un concreto indizio o il sentore di operazioni di riciclaggio.

I trasferimenti illeciti di contanti effettuati dal 16.6.2010, sono puniti, ai sensi del comma 7-bis dell'art. 58, d.lgs. n. 231/2007 (introdotto dalla lettera "b", del comma 2 dell'art. 20, d.l. 31.5.2010, n. 78) con l'applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria compresa tra l'1% ed il 40% della somma trasferita. La sanzione minima, per espressa previsione di legge, non può comunque mai essere inferiore ad euro 3 mila per le violazioni previste dal citato primo comma dell'art. 49, mentre per i trasferimenti superiori a 50 mila euro, l'importo minimo è pari al 5% dell'importo trasferito.

La sanzione è aumentata del 50% per le violazioni di cui all'art. 58, commi 2, 3, 4 (superamento delle soglie contenute su libretti al portatore) e si applica alle violazioni commesse dal 16.6.2010 e non ostacola la possibilità di chiudere i procedimenti con un'oblazione al 2% degli importi oggetto di infrazione ex art. 49 comma 1. Per le transazioni di importo inferiori a 250 mila sussiste la possibilità del pagamento in misura ridotta pari al 2% dell'importo trasferito. Il versamento deve essere effettuato entro 60 giorni dalla notifica della contestazione e chiude definitivamente il procedimento sanzionatorio.