Si presentavano presso istituti di credito cittadini ed una volta forniti i dati richiesti aprivano conti correnti con lo scopo di poter fruire dell'home banking ed effettuare operazioni on line; peccato che i documenti fossero falsi e che le generalità fornite all'atto dell'apertura del conto appartenessero a cittadini ignari della cosa.

A mettere in piedi la truffa una banda che operava in particolare nel napoletano e nel piacentino, centinaia i casi accertati dalle autorità. Una volta aperto il conto i malviventi vi immettevano denaro accumulato tramite furti e rapine, denaro che veniva poi impiegato per l'effettuazione di operazioni on line oppure comodamente ritirato presso comunissimi sportelli bancomat.

A tradire i truffatori una segnalazione effettuata dal direttore della filiale della Bnl di via Genova a Piacenza, insospettitosi in seguito al comportamento di una quarantenne che presentatasi per aprire un conto corrente aveva fornito un documento di identità contenente i dati di una signora ecuadoregna. Il documento ha subito insospettito il direttore che ha fatto intervenire i carabinieri; sul posto sono giunti i militari della stazione di Piacenza Principale, che tramite un controllo di routine hanno certificato la falsità del documento d'identità. I carabinieri hanno così arrestato la donna e dopo averla interrogata hanno scoperto che agiva per conto di una banda di malviventi ricercata da mesi; il collegamento è stato immediato.

In seguito ad alcune perquisizioni effettuate nell'appartamento della donna è stata poi rinvenuta un'agenda nella quale erano annotate le generalità dell'ignara sudamericana, una falsa attestazione di lavoro proveniente da un'impresa di pulizie cittadina ed un finto tesserino sanitario: "La documentazione faceva parte di una sorta di copione da recitare" spiegano i carabinieri, che hanno incriminato la donna per possesso di documenti di identificazione falsi, uso di atto falso, sostituzione di persona e tentata truffa.

La banda aveva architettato la messa in scena per poter riciclare il denaro proveniente da furti e rapine, immagazzinarlo nei conti correnti ed impiegarlo in altre operazioni così da ripulirlo e renderlo irrintracciabile per le forze dell'ordine. "Le denunce di decine e decine di cittadini che si ritrovavano ad essere titolari di conti correnti mai aperti hanno dato il là alle indagini - spiegano i carabinieri - l'apertura del conto veniva effettuata rapidamente, e quello era il segno che di lì a poco sarebbero state depositate somme di denaro provenienti da furti ed estorsioni". La donna arrestata verrà processata per direttissima.