Come molti già sapranno, dal 1 gennaio 2012 il bollo sui conti correnti e libretti di risparmio presso banche e Poste Italiane ammonta per le persone fisiche a 34,20 euro, mentre per quelle diversa da quelle fisiche a 100 euro.

Per stabilire chi deve pagare questa imposta la cui applicabilità, da un certo punto di vista mirerebbe a tutelare i piccoli risparmiatori, sono stati predisposti degli appositi criteri.

C'è, in primo luogo da stabilire che per i libretti al portatore, il soggetto tenuto eventualmente al pagamento dell'imposta è il soggetto richiedente l'emissione dello stesso. Nel caso, poi, in cui vi siano più rapporti di conto corrente ovvero libretti intestati in maniera identica, il bollo (di 34,20 euro in caso di persone fisiche o di 100 per tutti gli altri soggetti giuridici) è dovuto per ogni rapporto o libretto.

In secondo luogo, va considerata la giacenza media annuale che si trova sul conto o libretto stesso al fine di applicare l'imposta. Ma nel caso di specie, andrà fatto solo sul periodo rendicontato dal 1 gennaio 2012 e non per tutto l'anno.4

Cosa si intende per giacenza media? Per fare un esempio, basta prendere il saldo mensile del conto, sommarlo a quello degli altri mesi dell'anno e dividere poi il tutto per 12. Se il risultato sarà superiore a 5000 euro l'imposta sarà dovuta, in caso contrario no.

Secondo dei chiarimenti che sono stati dati di recente, qualora due conti correnti o due libretti di risparmio siano tenuti presso lo stesso istituto, essi si cumulano nello stabilire la giacenza media, invece quelli tra istituti diversi no. Per questo motivo, laddove si vogliano tenere più conti, è opportuno averli con istituti bancari diversi. Se il conto è in negativo non fa media.

Il recente decreto fiscale, il DL 16/12 convertito in legge n. 44712 ha precisato tra l'altro che l'imposta di bollo deve essere applicata ora anche ai conti deposito, sia bancari che postali, anche se rappresentati da certificati. L'importo va da un minimo di 34,20 euro e solo per quest'anno fino a 1.200 euro. Solo per quest'anno perché dal prossimo anno il tetto di 1.200 euro sparirà. Sempre nel decreto fiscale in questione inoltre è stato previsto che l'imposta di bollo non è dovuta per le comunicazioni ricevute ed emesse dai fondi pensione e dai fondi sanitari.