Mario Draghi non ha fatto a tempo ad annunciare che la Bce acquisterà senza limiti titoli di Stato dei Paesi europei con scadenza da 1 a 3 anni, che il rendimento netto degli stessi è sceso (dal 3,67 al 2,09% per gli annuali e dal 5,51 al 2,95% per i triennali), con conseguenze analoghe anche sui Btp decennali. Su questi ultimi si calcola anche lo spread con i Bund tedeschi, e anche qui la cura Draghi ha fatto abbassare la febbre: da 450 a 350 punti base.

Cominciano quindi a sentirsi le differenze per gli investitori, prima allettati dai rendimenti netti più alti (sebbene più rischiosi) dei nostri Btp e Bot. Considerate le ritenute fiscali del 12,5%, le prospettive di guadagno si assottigliano. La liquidità si sposta di nuovo sui conti deposito (soprattutto quelli vincolati), paradossalmente più convenienti, sebbene su di essi gravi una ritenuta fiscale più alta, pari al 20%.

Ad esempio, il conto Rendimax vincolato a 18 mesi offre un rendimento netto del 3,66%; mentre ContoSuIBL di IBL Banca il 3,60% netto (sempre con vincolo a 18 mesi). Ancora, Cash Park Save di Fineco (vincolo a 18 mesi) garantisce un rendimento netto del 3,20%. scegliendo vincoli di durata maggiore, è possibile ottenere guadagni netti più alti.

L'ulteriore vantaggio del conto deposito è che, in caso di insolvenza della banca, i risparmi sono garantiti dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, che rimborsa all'intestatario fino a 100 mila euro.