Abolite le commissioni per gli scoperti fino a 500 euro, a patto che non superino i 7 giorni consecutivi ogni trimestre. Entrano in vigore oggi, infatti, le nuove norme del decreto del 30 giugno sulla "remunerazione degli affidamenti e degli sconfinamenti". In realtà la norma era già in vigore dal 1° luglio per i nuovi conti correnti, ma soltanto a partire da oggi verrà applicata anche a quelli aperti prima di luglio.

Il pagamento delle commissioni bancarie è previsto soltanto in alcuni casi e per determinati importi. In particolare in caso di fido, cioè se la banca ha concesso la possibilità di andare in rosso per un certo importo, la commissione non può superare lo 0,5% a trimestre, applicato sull'importo del fido stesso.

Mentre in assenza di fido oppure laddove il cliente vada in rosso oltre le somme concesse in fido (extrafido), è prevista soltanto una commissione di "istruttoria veloce", una sorta di rimborso spese. L'importo da pagare non è stato ancora definito, ma nel decreto si legge che non può superare i costi sostenuti per l'istruttoria, pari in genere a 30-40 euro. Sono azzerate, infine, le commissioni per gli scoperti pari o inferiori ai 500 euro e che non oltrepassano i 7 giorni consecutivi ogni trimestre.

Le banche si sono già adeguate alle nuove norme e hanno comunicato in questi giorni ai correntisti le nuove condizioni. A livello nazionale il tasso medio effettivo sui fidi di conto corrente, comprensivi di commissioni e oneri, è pari all'11,24% per i fidi fino a 5mila euro e al 9,93% per quelli superiori ai 5mila euro. Il consiglio, però, è di verificare sempre con la propria banca i nuovi oneri applicati ai conti, in modo da evitare spese inutili o voci di costo introdotte soltanto per compensare le limitazioni imposte dal decreto.