Previsto dal decreto "Salva-Italia" varato dal Governo Monti per circa ottocentocinquantamila cittadini italiani collocati in pensione, è entrato in vigore il conto corrente base sul quale tutti questi individui dovrebbero far circolare la propria capacità reddituale.

Diciamo subito a scanso di equivoci che il prodotto è classificato come un rapporto bancario a zero spese, senza imposta di bollo e con un plafond di operazioni gratuite. Aggiungiamo poi che è assolutamente gratis per le famiglie il cui indice Isee (Indicatore della situazione economica) è inferiore ai 7.500 euro l'anno e per quanti percepiscono una pensione inferiore ai 1.500 euro mensili.

La speciale convenzione tra Abi, Tesoro, Banca d'Italia e Poste Italiane da una parte ed associazioni dei prestatori di servizio dall'altra prevede il diritto ogni anno a sei prelievi gratuiti di contante allo sportello, incluse le scritture contabili e prelievi al proprio bancomat illimitati per quanti rientrano nel caso di basso indice Isee.

Per quanti percepiscono pensioni sino a 1.500 euro invece, pur avendo ampie disponibilità come nel caso precedentemente citato, devono pagare i servizi aggiuntivi richiesti e l'imposta di bollo. La banca non può però dal canto suo imporre operazioni aggiuntive che possono essere richieste facoltativamente solo dai titolari.

Le commissioni sulle operazioni aggiuntive sono determinate su quelle dei conti correnti con operatività media. Non è prevista l'autorizzazione allo scoperto di conto e le giacenze non sono remunerabili con interessi. Chi chiede l'apertura di un conto gratuito di base deve presentare una autocertificazione nella quale accertare di non essere titolare di altro conto di base ed entro il 1 marzo di ogni anno allegare la documentazione Isee in corso di validità.

I pensionati che non superano la soglia dei 1500 euro e che non rientrano nelle fasce sociali svantaggiate oltre a presentare dichiarazione di non possedere altro conto base, dovranno allegare l'autocertificazione del proprio trattamento pensionistico.

Se da una parte il presidente Abi, Giuseppe Mussari ha auspicato l'aumento del numero di conti bancari, dall'altra parte Carlo Rienzi, presidente Codacons, ha reagito indicando che la soluzione del Governo "pare più un regalo alle banche che un aiuto ai pensionati e ai più poveri".