Esattamente 105,70 euro. Questa la cifra media che ogni cittadino versa come "contributo" per l'apertura del proprio conto corrente solo nel 2011. Il calcolo diffuso ieri, vale a dire nel novembre 2012, arriva dritto dritto da Bankitalia. L'istituto centrale ha messo insieme vari tipi di conti correnti sul territorio italiano per arrivare alla cifra media da pagare ogni anno dei 105,7 euro (in calo di 4 euro rispetto al 2010 e di 8 euro rispetto al 2009). Un dato confortante, certo, ma leggendo bene i numeri del rapporto emergono tanti aspetti che appesantiscono le tasche dei risparmiatori. Soprattutto quelli più tradizionali, che hanno il conto da molti anni con la stessa banca e che magari usano poco l'online.

Ebbene l'indagine si chiama "indagine sul costo dei conti correnti nel 2011" ed è stata diffusa oggi da Bankitalia. Mette sotto accusa costi, commissioni, spese e voci varie che la banca ci fa pagare per lasciarle i nostri soldi. L'indagine è ampia, dato che ha considerato 12.185 conti. Sono stati coinvolti 682 sportelli di 215 banche (con Unicredit, Intesa Sanpaolo, Monte dei Paschi di Siena, Banco Popolare, Ubi Banca, rappresentative di circa il 43% dei conti correnti) oltre a BancoPosta.

Risultato dell'indagine? L'indagine ha rilevato una diminuzione del costo medio dovuta al calo dei costi fissi che sono oltre il 50% dell'intera spesa. Ma emergono anche altri aspetti. Sono calati costi come quello per il canone base ma anche altri costi fissi (come il canone per la carta di credito). Le spese per l'invio dell'estratto conto hanno fatto registrare invece un aumento di 0,2 euro. E' calato anche il costo medio legato alle singole operazioni, quest'ultima voce negli anni precedenti non era calata. Nel 2011 il costo medio per operazione è sceso da una media di 1,78 euro a 1,51 euro (-18%). Tra le spese variabili son però aumentati i costi dei prelievi di contante all'Atm e i servizi di pagamento automatico (bollette, affitto, mutuo e così via).

Quindi quando ci costa? La spesa media sostenuta per la tenuta di un conto corrente bancario nel 2011 è stata di 105,7 euro, 4,5 in meno rispetto a quella sostenuta l'anno precedente (nel 2010 era diminuita di 3,5 euro). Ma al netto delle commissioni pagate sugli scoperti e i finanziamenti in conto corrente, la spesa media si attesta a 88,3 euro (2,8 in meno del 2010).

Il 57,3% della spesa è composto da spese fisse. Le spese variabili coprono il 26,2% mentre la quota restante (16,5%) riguarda commissioni sugli utilizzi a debito. Come nell'anno precedente, la diminuzione della spesa è dipesa dalla flessione della parte fissa (-4,3 euro) e dalle minori commissioni sugli utilizzi (-1,7 euro). Il complesso delle spese variabili è invece cresciuto di 1,5 euro, anche per il maggior numero di operazioni svolte rispetto all'anno precedente. Il numero medio di operazioni è cresciuto da 127 a 130,7 e il costo medio per operazione si è ridotto del 18 per cento, da 1,78 a 1,51 euro.

I clienti più fedeli? Pagano il doppio. La sorpresa sta nell'anzianità dei conti. Le banche, invece di premiare chi è cliente di vecchia data, fanno pagare di più ai correntisti più fedeli. Bastano pochi anni di scarto e il costo è quasi dimezzato. Stando ai dati emersi dal rapporto "Le spese fisse sono più elevate per i conti di maggior anzianità (circa 75 euro per i conti accesi prima del 2000) e progressivamente più ridotte per i conti di recente apertura (40,4 euro per i conti operativi dal 2010.

E i costi allo sportello? Sono aumentati e quindi l'online conviene di più. Nel caso dei bonifici la commissione pagata presso lo sportello a fine 2008 era in media pari a 3 volte quella via web. Nel 2011 è diventata pari a 3,5 volte. Per i conti oggetto d'indagine, la proporzione tra il numero dei bonifici allo sportello e quelli online era di 2 a 1. Nel 2011 è stata pari di 1 a 1.