Con la velocità di Internet dovrebbe chiudersi in fretta. Invece non è proprio così stando a conti fatti, perché sembra proprio lento il sistema di chiusura dei conti correnti. Colpa della terribile burocrazia italiana? Sembra proprio di no invece: la colpa sarebbe proprio delle banche e di questa pessima abitudine. Ma in sostanza, come si fa a chiudere un conto corrente, e magari in maniera sbrigativa? Ecco alcune informazioni utili per il caso.

Perché i tempi di chiusura sono lenti? Le banche possono addebitare tali spese (comprese quelle della documentazione), dall'inizio dell'anno fino allo scioglimento del conto, direttamente all'utente. La colpa principale della lentezza nello scioglimento del contratto, quindi, sarebbe da attribuire a questa causa.

Come si fa a chiedere la chiusura? Basta inviare una comunicazione scritta con l'intenzione di chiudere il conto. Alla fine delle procedure si dovranno restituire, ovviamente, le carte di credito e il carnet degli assegni.

Come si fa ad accelerare la procedura? Basta semplicemente delegare tutte le "noie" alla banca dove si vuole aprire il conto, perché è interesse della banca avere il più presto possibile il nuovo cliente. Se invece si va direttamente ad aprire il conto, è chiaro che l'interesse sparisce da parte della banca.

Quali sono le condizioni? Il conto deve essere attivo, o almeno azzerato; non deve essere aperta nessuna transazione in corso; la legge Bersani inoltre proibisce di domandare all'ex cliente il versamento di penali o di spese per chiudere il conto.

A quanto ammonta il tempo di chiusura? Solitamente passa da una settimana a 10 giorni. La cosa importante, ovviamente, è non far figurare due conti aperti (non avrebbe senso pagare due spese di gestione). I tempi però si protraggono, per alcuni casi in particolare, ad oltranza per parecchi giorni.