L'articolo 11 del Decreto Salva Italia ha imposto agli istituti bancari e agli istituti finanziari in generale di comunicare attraverso flussi telematici di informazioni, tutti i dati relativi ai conti correnti dei propri clienti.

Tale disposizione si inquadra nel progetto di aumentare la lotta all'evasione fiscale ed al recupero di base imponibile sottratta al fisco.

Si è in attesa dell'emanazione di un regolamento relativo all'attuazione pratica di questo articolo contenuto del Decreto, ma comunque è già scattato un allarme abbastanza sentito.

E' assai probabile che, nel pratico, si tenterà di confrontare i valori positivi del proprio estratto conto con i redditi dichiarati attraverso le dichiarazioni fiscali, e far scattare un controllo in sede di forte scostamento, così come succederà con il Redditometro.

Quali sono i dati che verranno controllati

I dati che saranno inviati dagli intermediari all'Agenzia delle Entrate saranno:

  • Conto corrente o deposito: saldo contabile a inizio e fine anno; importo totale addebiti e accrediti nel corso dell'anno.
  • Conto titoli: controvalore dei titoli rilevato contabilmente a fine anno e alla fine dell'anno precedente (come da estratto conto); l'importo totale degli acquisti di titoli, fondi e via dicendo effettuati nel corso dell'anno e l'importo totale dei disinvestimenti.
  • Carta di credito o di debito: utilizzo del plafond di spesa alla fine dell'anno precedente e a fine anno; importo totale degli acquisti effettuati nel corso dell'anno; nel caso di carte prepagate l'importo totale delle ricariche o delle carte acquistate.
  • Fondo comune di investimento: ammontare del contratto di gestione a fine anno e alla fine dell'anno precedente; importo totale delle sottoscrizioni di quote nell'anno e dei rimborsi.
  • Gestione patrimoniale: valore globale del patrimonio a fine anno e alla fine dell'anno prima; l'importo totale degli apporti nel corso dell'anno e quello dei prelievi.
  • Certificati di deposito e buoni fruttiferi: totale degli importi facciali a fine anno e alla fine dell'anno precedente; importo totale delle accensioni e delle estinzioni nel corso dell'anno (escluse quelle transitate su un deposito titoli)

Insomma, ci stiamo sempre più avvicinando ad una inversione dell'onere della prova a carico dei contribuenti, in quanto toccherà a quest'ultimi dover dimostrare che i valori derivanti dalla movimentazione dei propri conti correnti bancari o postali siano già stati oggetto di imposizione fiscale.

A conferma di ciò, ci sono varie sentenze della Cassazione che stanno facendo pendere l'ago della bilancia in tal senso.