A partire dal primo gennaio scorso l'imposta di bollo è diventata più salata del 50% per i cittadini che posseggono vari tipi di prodotti finanziari, tra cui i conti deposito. Infatti si è passati dallo 0,10% allo 0,15%. Insomma un aumento abbastanza rilevante se si pensa che ad esempio c'è un erosione dei rendimenti pari a 1,50 euro su ogni 1000 euro depositati con un minimo di 34,20 e senza limiti superiori fino allo scorso anno la cifra massima prelevabile per imposta era di 1200 euro.

Comunque c'è già chi ha trovato un escamotage per non pagare il nuovo e salato balzello. Infatti l'imposta di bollo non viene applicata ai conti correnti secondo le nuove modalità progressive, ma per qualsiasi saldo resta fissa a 34,20 euro. Per cui , se un cliente trova uno di quelli detti "ad alta remunerazione" cioè che prevedono dei tassi di interesse intorno al 3% l'anno, sono riusciti ad aggirare il problema. Bisogna però tenere presente che deve trattarsi di conti correnti ordinari, senza vincoli alla liquidità in caso contrario purtroppo si incappa di nuovo nella stessa tassazione prevista per i conti deposito.

Un'altra possibilità è quella di contrattare con il proprio istituto di credito un tasso di interesse più elevato del normale sul conto corrente ordinario; anche in questo caso il conto godrà dell'esenzione dall'imposta di bollo.

Un tempo erano molte le banche che decidevano di pagare di tasca propria l'imposta di bollo, ma ormai questo privilegio è quasi del tutto sparito. I risparmiatori che sono alla ricerca di un conto deposito devono scegliere con attenzione quale sia l'offerta migliore per quanto riguarda gli interessi offerti, perché la forbice tra le offerte attualmente disponibili può arrivare anche all'1% e cambia in continuazione.