Durante il breve percorso amministrativo del Governo Monti, i piccoli risparmiatori hanno visto diminuire gli interessi sui propri risparmi investiti nei vari conti deposito presenti sul mercato a causa dell'introduzione della nuova imposta di bollo, pari all'1 per mille del capitale investito, da un minimo di euro 34,20 ad un massimo di 1.200 euro nel 2012 e pari all'1,5 per mille, con un minimo di euro 34,20, senza alcun massimale, nel 2013.

Poche Banche hanno deciso di accollarsi la nuova imposta di bollo, ed infatti sono stati diversi i risparmiatori che, nel corso dell'anno 2012, si sono visti recapitare una proposta di modifica unilaterale del contratto al fine di adeguarsi o meno alla nuova normativa. Tuttavia, il conto deposito rimane una scelta molto intelligente per chi ha pochi risparmi e vuole quanto meno farli fruttare senza correre rischi particolari: in primo luogo, perché comunque alcune banche hanno deciso di abbassare i tassi di interesse senza far pagare ai propri clienti la nuova imposta di bollo. In secondo luogo perché queste forme di investimento sono tutelate dal fondo interbancario di tutela dei depositi fino a 100.000 euro per ogni depositante.

I sistemi di garanzia dei depositi, infatti, sono disciplinati a livello europeo dalla Direttiva n. 94/19 CE, come modificata dalla Direttiva 2009/14/CE dell'11 marzo 2009 per quanto riguarda il limite di copertura e i termini di rimborso. Il legislatore italiano ha recepito la Direttiva 94/19/CE con il Decreto legislativo 4 dicembre 1996 n.659 e la Direttiva 2009/14/CE con il Decreto legislativo 24 marzo 2011 n.49 in vigore dal 7 maggio 2011.

Questo decreto dispone, appunto, l'applicazione di un limite massimo di rimborso pari a 100.000 euro per ogni depositante, nonché un termine di rimborso di 20 giorni lavorativi, prorogabili dalla Banca d'Italia di altri dieci giorni ma solo in circostanze del tutto eccezionali a decorrere dalla data in cui si producono gli effetti del provvedimento di liquidazione coatta amministrativa ai sensi dell'articolo 83 del Decreto legislativo 1 settembre 1993 n. 385 (T.U.B). In ultima analisi, non dimentichiamoci che molto spesso il capitale investito dal risparmiatore rimane sempre disponibile, in quanto svincolabile in ogni momento, per cui è possibile tornare in possesso di quanto investito in un giorno lavorativo, specialmente se si sceglie di operare mediante conti predefiniti on line.

Di certo si perderanno gli interessi, in alcuni casi sarà riconosciuto semplicemente un tasso base molto basso per il periodo in cui le somme sono rimaste nel conto deposito, ma in questo momento così delicato dal punto di vista economico-finanziario, forse è molto meglio avere sempre la tranquillità di poter investire senza particolari vincoli temporali, piuttosto che mirare ad investimenti a medio-lungo termine, senza alcuna garanzia di rimborso e senza la possibilità di poter prelevare i nostri risparmi ogni volta che ne abbiamo bisogno.