La spirale dei controlli antievasione non si arresta e toccherà anche i conti correnti. La lotta all'evasione fiscale sta diventando sempre più incalzante, infatti nel 2013 hanno fatto il loro debutto numerosi strumenti per combatterla: Redditometro, Redditest, Riccometro, la pagella del contribuente. Insomma, si fa di tutto per non dare scampo agli evasori, tanto che questi potranno entrare a far parte di una vera e propria lista dei grandi evasori proprio attraverso il controllo dei conti correnti: quindi addio al segreto bancario. Nel mirino finiranno circa 40 milioni di conti correnti, ma anche le carte prepagate verranno messe sotto controllo: coloro che eseguono un gran numero di movimenti in un breve lasso di tempo.

A seguito del provvedimento adottato dal Governo Monti, a partire dal 31 marzo 2013 gli operatori finanziari avranno l'obbligo di informare l'Anagrafe tributaria sui cosiddetti dati sensibili dei conti correnti e delle operazioni finanziarie, in modo particolare: saldo iniziale, saldo finale, accrediti, addebiti, acquisto di titoli e fondi, frequenza di accesso alle cassette di sicurezza, gestioni patrimoniali, gestione conti deposito. Non subiranno invece controllo le operazioni postali tramite bollettino con importo inferiore a 1.500 euro.

Il controllo dei conti correnti sarebbe dovuto scattare già dal 1 gennaio 2012, ma si è dovuto rimandare il tutto in attesa del parere definitivo del Garante per la Privacy. Le informazioni che riguardano il contribuente saranno conservate per 6 anni e potranno essere utilizzate per indagini finanziarie eseguite dalla Guardia di Finanza o dell'Agenzia delle Entrate, i controlli verranno effettuati nei mesi di marzo aprile 2013 relativamente ai dati del 2011 e nel mese di luglio 2013 relativamente ai dati del 2012.

Nel parere del 15 novembre 2012 circa le "modalità di trasmissione e di conservazione dei dati" il Garante della Privacy si è espresso cosi: "Il provvedimento deve altresì prevedere adeguate misure di sicurezza, di natura tecnica e organizzativa, per la trasmissione dei dati e per la relativa conservazione, che non può superare i termini massimi di decadenza previsti in materia di accertamento delle imposte sui redditi. Le suddette misure di sicurezza saranno necessarie in relazione ad accessi abusivi, a utilizzi impropri e alla proliferazione di interconnessioni e raffronti".