Il mercato forex è contraddistinto da una forte volatilità rispetto agli altri tipi di mercati, in particolare rispetto al mercato azionario; la volatilità è il metro con cui si misura il rischio che il trader si assume durante l'operatività: maggiore è la volatilità, maggiore è l' esposizione dei propri investimenti a perdite e profitti. Tuttavia, l'alta volatilità è un elemento che consente a chi fa trading forex di operare con la strategia dello scalping, ovvero una strategia di brevissimo termine (cioè giornaliero, ovvero intraday) che sfrutta le variazioni di prezzo delle coppie di monete per ottenere piccoli ma costanti profitti.

Nel forex la volatilità è alta (il rischio è alto) anche per via della elevata leva finanziaria applicata; facciamo un esempio con il cambio euro-dollaro, che non ha certo una volatilità maggiore degli indici S&P500, FTSE-Mib ecc… Nel 2007 si registrò un crollo dell' indice S&P500 di oltre il 50%, mentre l' EUR/USD perse solo il 25%: ma il fatto è che, a parte eventi straordinari, la volatilità del forex risulta maggiore soprattutto nell'intraday (ad esempio, quando vengono rilasciate notizie importanti sia economico-finanziarie come i dati Pil, disoccupazione, oppure politiche).

Tuttavia il forex risulta uno tipo di trading aggressivo (sia per quel riguarda i profitti in relazione all'investito sia per quel che riguarda la velocità con cui si possono perdere i soldi) non solo per la sua intrinseca volatilità, ma anche per la leva finanziaria che applicano i broker, cioè gli intermediari a cui si affidano i piccoli trader per operare sul mercato.