Privacy e conto corrente sono ormai due termini che vivono un rapporto antitetico. Da fine ottobre 2013 infatti, entrerà a regime l'anagrafe dei conti correnti, che permetterà all'Agenzia delle Entrate di tenere sotto osservazione tutti i correntisti italiani, in ottemperanza a quanto previsto dal decreto n. 201/11, convertito in legge n, 214 del 2011.

Addio quindi a quella sensazione di inviolabilità che ancora, seppur in maniera minima, si poteva respirare nel nostro Paese. C'è da dire che questo processo di tracciabilità aveva preso il via già da alcuni anni. Dapprima i limiti sopra i quali gli Istituti di credito dovevano procedere alla registrazione della persona che materialmente eseguiva l'operazione, poi l'abolizione degli strumenti al portatore, le limitazioni ai trasferimenti di contante, l'obbligatorietà della clausola di non trasferibilità sugli assegni al di là di una certa soglia, il divieto di sottoscrizione di polizze vita per contanti, l'introduzione di limiti massimi di pagamento per contanti. Prossima mossa?

L'abolizione del contante e l'utilizzo solo di strumenti di pagamento elettronici, formula che permette allo Stato e all'Agenzia delle Entrate, il monitoraggio totale delle transazioni economico/finanziarie svolte dai cittadini.

Cosa accadrà in pratica con l'introduzione dell'anagrafe dei conti correnti? E che cosa si aspetta l'erario da questa politica di controllo? Le stime prospettiche elaborate dall'Agenzia delle entrate dicono che, a fronte di un numero di accertamenti che rimarrà sempre uguale, l'anagrafe dei conti correnti, permetterà di migliorare la qualità degli stessi, con previsioni di maggiori recuperi dell'evasione quantificabili nel 30-40% in più rispetto ai valori attuali.

Cosa finirà, nello specifico sotto la lente di ingrandimento?

Lo specifica una nota esplicativa dell'Agenzia stessa: dati identificativi di ogni intestatario del rapporto inclusi delegati e procuratori, dati relativi ai saldi del rapporto, distinti tra saldo in essere ad inizio anno e saldo finale al 31 dicembre, dati relativi a tutte le movimentazioni effettuate nel periodo considerato, suddivise tra dare e avere.