Il voto del parlamento di Cipro per approvare il prelievo forzoso sui conti, previsto per oggi, è stato rimandato di un giorno: il presidente del Parlamento, Yannakis Omirou, ha annunciato che l'assemblea e' stata convocata per domani pomeriggio alle 18:00 locali (le 17:00 in Italia).

Le prossime ventiquattrore saranno decisive, per Cipro e per tutta Europa, con una serie di febbrili riunioni e di incontri segreti, con le pressioni del governo cipriota sull'UE per "minimizzare l'impatto" sui depositi più piccoli e le trattative intensissime con i principali investitori stranieri del paese.

Non si fanno attendere nel frattempo le reazioni internazionali alla notizia choc del prelievo forzoso: la più tagliente quella del premier russo Dmitry Medvedev, che vede questa misura "una decisione controversa" che "assomiglia a una confisca di fondi stranieri", cui si aggiunge la secca definizione del portavoce di Vladimir Putin, che la considera "ingiusta, non professionale e pericolosa".

Del resto non è mistero che gran parte del tessuto finanziario e produttivo cipriota sia legato ai grandi interessi russi, tanto che si stima che i prestiti erogati dalle banche russe alle imprese russe con sede a Cipro siano nell'ordine di 30 /40 miliardi di dollari. Il Micex, l'indice principale della borsa russa, in questo momento segna un ribasso di oltre 2,6%.

Moody's dal canto suo avverte che questaimposizione potrebbe avere un impatto negativo sul supporto sistemico per il mondo del credito in tutta Europa, ed aggiunge che vede intensificato il richio di una fuga di capitali, fino a paventare implicazioni negative sui rating delle banche europee.
Reazioni preoccupate anche nell'Eurozona: l'ex presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, dichiara "Quello che mi preoccupa maggiormente è che questa decisioni provochi una forte perdita della fiducia, non solo tra i bancari, ma anche tra i cittadini", mentre c'è chi cerca di stemperare i toni, minimizzando le ripercussioni sul nostro paese : ''non c'e' nessuna preoccupazione di contagio: l'Italia non corre alcun pericolo'', così il presidente della Consob Giuseppe Vegas.