Quando un Paese industrializzato è in crisi il salvataggio passa andando a mettere le tasche nelle mani dei cittadini. Questo è accaduto anche in Italia quando lo spread Btp-Bund si era avvicinato alla soglia dei 600 punti. Nei mesi successivi l'Imu è stata estesa anche sulla prima casa colpendo indiscriminatamente quasi otto famiglie italiane su dieci che dell'abitazione sono proprietari.

Un'altra delle pratiche più indigeste è quella del prelievo forzoso dai conti correnti bancari da parte di uno Stato che, in nome della stabilità finanziaria, si prende una percentuale a sua scelta sui nostri depositi. In Italia questo è già accaduto nel 1992 ai tempi del Governo Amato, ed ora sta accadendo a Cipro dove i correntisti dovranno pagare il conto per le misure di austerità visto che il Paese senza aiuti da parte dell'Eurozona, d'accordo con il Fondo Monetario Internazionale, non può sostanzialmente andare avanti.

Nel dettaglio i cittadini di Cipro pagheranno di tasca loro affinché l'Eurozona sbocchi 10 miliardi di euro che permetteranno di far respirare il sistema bancario cipriota con l'acqua alla gola a causa dell'esposizione sulla Grecia. Insomma, il fatto che i cittadini pagano per salvare le banche è una musica già sentita, una moda dell'attuale tecnocrazia europea che a conti fatti non ha a cuore il benessere ed il tenore di vita di tutti i cittadini del Vecchio Continente.