Quando un soggetto debitore è messo alle strette, per non fallire e perdere tutto è chiamato a scelte che non si sarebbe mai sognato di fare. E' il caso di Cipro che, per ottenere gli aiuti Ue, si è dovuto piegare alla scelta di applicare un prelievo forzoso sui conti correnti anche se sui depositi dei più abbienti.

Quello di Cipro, assicurano dai piani alti delle Istituzioni europee, è e sarà un caso unico nel Vecchio Continente, il che significa che non ci sarà alcun prelievo forzoso sui conti correnti dei cittadini spagnoli, italiani o portoghesi, insomma in quei Paesi dell'Eurozona che oramai sono definiti come periferici rispetto a Francia e Germania. Ma c'è da fidarsi?

La domanda è d'obbligo visto che prima dello scoppio della crisi del debito sovrano anche in Italia erano stati in tanti gli autorevoli economisti a scommettere sul fatto che il nostro Paese non sarebbe caduto nel vortice. E poi, è giusto dirlo, il caso di Cipro non è poi così isolato visto che uno Stato può comunque rastrellare liquidità introducendo nuove tasse che colpiscono tutti i cittadini senza macchiarsi di frugare nei loro conti correnti. E' questo il caso, in Italia, per l'Imu sulla prima casa posseduta da otto italiani su dieci, e per la cosiddetta mini patrimoniale.