Aumentano in Italia, a causa degli effetti negativi delle crisi, i conti correnti delle piccole imprese che sono in rosso. In molti casi questa situazione è alimentata dal blocco dei pagamenti da parte delle Amministrazioni Pubbliche a fronte invece di una pretesa tributaria che non ammette ritardi se non con l'applicazione di sanzioni ed interessi di mora.

E così, stando ad un'indagine effettuata dall'Associazione degli artigiani della Cgia di Mestre, una PMI su due oramai fa fatica anche a pagare gli stipendi ai lavoratori. In merito è sempre più gettonata la formula del pagamento dei salari a rate, in piccole tranche, proprio perché nelle casse aziendali continua ad esserci poca liquidità.

Rateizzando le retribuzioni la PMI cerca di conseguenza di salvaguardare la continuità aziendale, ma chiaramente col tempo il rischio è quello della chiusura se non si riescono ad acquisire nuove commesse tali da spingere in alto il fatturato. E quando la situazione si fa proprio disperata, e gli imprenditori chiedono credito in banca, l'unica strada è quella della chiusura se l'istituto di credito rifiuta l'erogazione di prestiti alla PMI in condizione di asfissia finanziaria.