Un assegno circolare può essere incassato anche se non si è titolari di un conto corrente: una lezione che si impara dopo aver appreso l'episodio che si è verificato a Verona. In una sede della Popolare di Verona una dipendente della polizia municipale di Verona, si era recata presso questo istituto per negoziare il cambio di un voucher per un importo di appena 147,45 euro.

Al netto rifiuto del funzionario non ci ha pensato due volte: si è rifiutata di uscire dai locali ed ha telefonato al 113. L'intervento degli agenti è servito a ristabilire i crismi di legge e così si è vista cambiare l'assegno emesso dall'Eni per un rimborso sul gas metano, proprio con un "circolare" che recava l'intestazione dalla stessa banca che, inopinatamente, rifiutava di consegnarle i contanti.

La signora ha spiegato che allo sportello della filiale, le era stato riferito che non avrebbe potuto portare a termine l'operazione perché la donna non era correntista.

Importante sapere che questa prassi non è assolutamente lecita. Non è bastato che l'interessata presentasse un documento per testimoniare l'identità corrispondente al beneficiario dell'assegno. Il funzionario avrebbe eccepito che il documento esibito avrebbe potuto essere falso.

Forte anche del parere dell'avvocato che era stato prontamente contattato telefonicamente e con la presenza e l'intervento dell'equipaggio di una volante ha risolto il braccio di ferro.

I poliziotti hanno verificato l'identità della signora, e la validità del documento che essa aveva presentato; a questo punto il direttore della filiale non ha avuto più alcuna possibilità di sfuggire dalle sue responsabilità addivenendo all'immediata disposizione di cambio dell'assegno circolare.

Riportiamo questo episodio perché possa essere illuminante a quanti degli utenti e dei servizi bancari hanno vissuto una simile esperienza. Ora sanno come possono risolverla.