Equitalia ha disposto lo stop ai pignoramenti da parte del Fisco sui conti correnti di lavoratori dipendenti e di pensionati. Le nuove norme, che impongono il versamento sui conti bancari di stipendi e pensioni superiori ai mille euro, consentirebbero al Fisco di aggirare le leggi, che regolano le soglie minime necessarie per poter effettuare un pignoramento.

Per evitare situazioni del genere, alcuni parlamentari tra i quali la deputata del Pd Donata Lenzi e lo stesso direttore dell'Agenzia delle Entrate Attilio Befera, hanno chiesto ufficialmente a Equitalia di stabilire una regola. Quest'ultima ha emesso l'ordinanza di non disporre confische per lavoratori e pensionati con assegni inferiori a 5 mila euro al mese. La disposizione ha decorrenza immediata.

Per tutti quelli con reddito superiore ai 5 mila euro la normativa prevede che, prima di bloccare il conto corrente, l'agente della riscossione debba effettuare il pignoramento presso il datore di lavoro (nel caso dei lavoratori) o presso l'ente previdenziale (nel caso dei pensionati). E anche qui vige una regola: si può confiscare fino a un decimo degli stipendi inferiori o pari a 2500 euro mensili, mentre si può arrivare a un settimo per stipendi che si aggirano tra i 2500 e i 5000 euro; un quinto se si tratta di somme più elevate.

Ma come fa Equitalia ad individuare gli evasori fiscali? Attraverso il redditometro, ovvero uno strumento che il Fisco utilizza per stimare il presunto reddito di una tal persona, basandosi sulle spese che quest'ultimo ha effettuato, grazie ad una serie di indici fissati precedentemente (come età, composizione famigliare e area geografica); viene fatto poi un calcolo tra spese effettuate e reddito dichiarato e se c'è una differenza maggiore del 20% tra questi due fattori, vengono avviate ulteriori indagini.

Il contribuente può comunque discolparsi se fornisce la prova che l'apporto delle spese effettuate è avvenuto con redditi che non concorrono alla formazione del reddito imponibile, con redditi esenti dalle tasse o con redditi diversi da quelli posseduti nel periodo d'imposta.

Da Napoli Attilio Befera dichiara: "Il redditometro verrà utilizzato solo nel caso di evasione spudorata. Servirà per colpire coloro che hanno un reddito consumato elevatissimo a fronte di una dichiarazione redditi esigua. Ci sarà comunque la possibilità di fornire chiarimenti, perché possono esserci tanti motivi per cui si acquisisce reddito. Ma ci sono anche tanti casi di persone che viaggiano a livelli spesa elevatissimi e magari hanno agevolazioni dallo Stato perché non dichiarano nulla. Questi sono quelli che vogliamo colpire".